Il nuovo aumento dei prezzi del gasolio torna a preoccupare il settore dell’autotrasporto. Assotir chiede al Governo di non riproporre un taglio generalizzato delle accise, come quello adottato in primavera, ma di intervenire attraverso misure mirate a tutela del trasporto professionale.

Il riacuirsi delle tensioni in Medio Oriente – sottolinea l’associazione – avrebbe determinato un incremento del prezzo del diesel pari a 18 centesimi al litro tra il 5 e il 20 luglio, riportando le quotazioni sui livelli raggiunti durante la crisi dello scorso marzo.

“Il settore è appena uscito dalla crisi di marzo-giugno e non è il solo a rischiare danni incalcolabili”, ha dichiarato la presidente nazionale di Assotir, Anna Vita Manigrasso, richiamando le possibili conseguenze sull’inflazione e sulla domanda interna.

Assotir: servono controlli e interventi mirati

Per il segretario generale di Assotir, Claudio Donati, un nuovo taglio lineare delle accise rischierebbe di penalizzare ulteriormente le imprese, riducendo anche il beneficio derivante dal rimborso delle accise riconosciuto agli autotrasportatori professionali.

Assotir chiede, al contrario, un controllo più incisivo sull’andamento dei prezzi e un coinvolgimento istituzionale della committenza. L’associazione richiama in particolare il ruolo dei cosiddetti primi vettori, i grandi operatori che affidano parte dei trasporti a imprese subvettoriali.

Secondo Donati, in alcuni casi gli aumenti tariffari riconosciuti dai clienti finali per compensare il caro carburante non sarebbero stati trasferiti ai subvettori, che sostengono direttamente i costi operativi dei camion.

L’associazione rinnova, infine, la richiesta di attenzione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato sui rincari registrati per alimentari e beni di prima necessità.

Assotir contesta che gli aumenti dei costi di trasporto possano giustificare incrementi dei prezzi al consumo dell’8 o del 12%, sostenendo che l’incidenza reale dell’eventuale adeguamento tariffario sarebbe normalmente molto più contenuta. Per l’associazione, occorre quindi verificare la presenza di possibili fenomeni speculativi che rischiano di danneggiare i consumatori e attribuire (impropriamente) la responsabilità agli autotrasportatori.

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