Il prezzo del petrolio torna a salire, ma quello del diesel corre ancora più velocemente. In Europa il differenziale tra il valore del gasolio all’ingrosso e quello del greggio ha superato per la prima volta i 100 dollari al barile, segnalando una tensione senza precedenti sul mercato.

Secondo i dati riportati dal Financial Times, il cosiddetto crack spread del diesel destinato all’Europa meridionale ha raggiunto i 104,08 dollari al barile. Il prezzo all’ingrosso è così salito a 198,73 dollari al barile, contro i 194,47 registrati nell’Europa settentrionale.

Il crack spread misura la differenza tra il prezzo di un prodotto raffinato e quello del petrolio greggio. Non coincide quindi con il prezzo alla pompa, ma rappresenta un indicatore della disponibilità del carburante e della pressione sulla capacità di raffinazione.

Sul mercato globale mancano tra 1,3 e 1,4 milioni di barili di diesel al giorno, pari al 15-20% dei normali scambi internazionali. Pesano l’estensione fino al 30 settembre del divieto russo alle esportazioni, i limitati flussi dalle raffinerie asiatiche e la riduzione delle scorte statunitensi.

Per le imprese di autotrasporto il rischio è un nuovo aumento della principale voce variabile dei costi operativi, anche se il trasferimento dei rincari sui prezzi alla pompa – va sottolineato – non è immediato né proporzionale.

IRU e T&E chiedono un tavolo europeo per l’elettrificazione

Sempre in queste ore, IRU e Transport & Environment – due soggetti spesso portatori di sensibilità differenti: da una parte le imprese di trasporto, dall’altra una delle principali organizzazioni ambientaliste europee – si sono unite per chiedere alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen un dialogo strategico sulla decarbonizzazione del trasporto pesante.

Il tavolo dovrebbe riunire trasportatori, costruttori, fornitori di energia e infrastrutture e società civile, in vista delle revisioni del regolamento AFIR e degli standard europei sulla CO₂ dei veicoli pesanti.

Per accelerare la diffusione dei camion a zero emissioni, sottolineano le due organizzazioni, non bastano gli obblighi normativi: servono reti elettriche e infrastrutture di ricarica adeguate, energia a prezzi competitivi, finanziamenti e una domanda concreta di trasporto sostenibile.

La crisi energetica e i prezzi esagerati del diesel rafforzano il valore strategico dell’elettrificazione, ma il problema delle flotte, ancora largamente dipendenti dal gasolio, rimane. E picchia duro ogni giorno.

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