ASSOTIR chiede al Governo di superare la logica degli interventi emergenziali e adottare misure strutturali contro il caro gasolio. Secondo l’associazione, di cui avevamo già esposto il pensiero in questo articolo, le priorità sono tre: sostegni selettivi per chi utilizza il carburante a fini professionali e per le fasce più esposte, il coinvolgimento della committenza nell’aumento dei costi e la tassazione degli extraprofitti delle imprese energetiche.

Caro gasolio, le richieste di ASSOTIR

Il segretario generale Claudio Donati richiama l’attenzione sull’andamento dei prezzi: “A marzo un litro di gasolio costava 1,670 euro, a fine agosto 2,130 euro”. Al netto dello sconto allora applicato, sostiene ASSOTIR, l’incremento avrebbe raggiunto circa 60 centesimi al litro, con ricadute difficilmente sostenibili per le imprese di autotrasporto.

L’associazione osserva, inoltre, che l’aumento dei costi energetici non si sarebbe tradotto in un adeguamento proporzionale delle tariffe. “Nella maggior parte dei casi le tariffe di trasporto non sono state riviste e, anche quando i trasportatori hanno ottenuto un adeguamento, questo ha coperto in minima parte gli aumenti”, afferma Donati.

Per questa ragione ASSOTIR sollecita l’apertura immediata di un tavolo tra vettori e committenti, senza attendere il completamento dell’iter istituzionale della nuova Consulta dell’autotrasporto. L’obiettivo è definire una ripartizione più equilibrata degli incrementi legati al carburante lungo la filiera.

La presidente nazionale Anna Vita Manigrasso chiede anche un confronto diretto tra Palazzo Chigi e le rappresentanze del settore, sia per dare seguito agli accordi raggiunti a maggio sia per stabilire come destinare le risorse disponibili.

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