CNH Industrial, la casa madre di Iveco, e i sindacati hanno raggiunto un accordo unitario sulle linee guida e sulle misure di sicurezza da adottare per affrontare la fase due dell’emergenza coronavirus, affinché la ripartenza degli impianti possa essere effettivamente attuata quando il Governo deciderà la ripresa produttiva, sulla base delle evidenze fornite dalla task force di esperti guidata dal super manager Vittorio Colao, di cui si aspetta, proprio in questi giorni, la prima importante relazione.

L’accordo resterà in vigore fino al 31 luglio 2020 e comunque per tutta la durata della fase di emergenza dovuta al Covid-19, qualora dovesse proseguire oltre la data indicata (tutti noi ci auguriamo ovviamente di no), e ci sarà un monitoraggio continuo per eventuali ulteriori integrazioni e miglioramenti, alla luce delle indicazioni delle autorità pubbliche e della comunità scientifica.

CNH Industrial

CNH Industrial, il via libera dei sindacati per la ripartenza

“L’accordo è il risultato del lavoro fatto in queste settimane nei singoli stabilimenti che ha visto coniugarsi le competenze dei delegati, dei lavoratori e gli esperti in materia. La volontà delle Organizzazioni Sindacali e della direzione di CNH Industrial ha permesso di raggiungere un’intesa per la tutela della salute e della sicurezza delle persone”. Lo dichiarano in una nota congiunta Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive.

Nel testo siglato sono definite nel dettaglio le linee guida che, di stabilimento in stabilimento, le parti dovranno seguire per garantire una ripartenza della produzione in totale sicurezza. Tra le varie misure: la riorganizzazione della produzione, anche attraverso la riduzione dei volumi produttivi, la fornitura costante di dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti ecc) e di lozioni igienizzanti (gel a base alcolica ecc), la sanificazione degli ambienti, la concessione del “lavoro agile” (smart working) ove sia possibile, la misurazione delle temperature agli ingressi degli impianti e l’ideazione di percorsi che possano evitare il formarsi di assembramenti.

Il dialogo con le istituzioni locali è aperto e proseguirà per tutta la fase emergenziale affinché siano garantiti i trasporti locali in totale sicurezza nonché la cassa integrazione in rotazione. Sono previsti anche dei corsi formativi per sensibilizzare i dipendenti nei riguardi delle misure di sicurezza da adottare.

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Negli stabilimenti di Bolzano al via i test sierologici sui dipendenti

“La Fiom ritiene un passo importante per i metalmeccanici il fatto che in piena emergenza la competenza dei lavoratori e la contrattazione abbiano permesso il raggiungimento di un accordo con un gruppo industriale importante nell’industria italiana”, concludono i due segretari di Fiom-Cgil

L’accordo di oggi segue quello già sottoscritto al Mise per la garanzia occupazionale e produttiva.

“Eventuali ulteriori integrazioni e miglioramenti all’allegato protocollo -fa sapere dal canto suo CNH Industrial – alla luce dell’evoluzione degli studi medici e virologici e di nuove indicazioni da parte delle Autorità pubbliche e della comunità scientifica saranno prontamente assicurati dalle Parti”.

“Si danno atto le Parti che, esclusivamente per il sito di Bolzano dell’Iveco Defence in via sperimentale, verrà offerta, previa specifica informativa sindacale, la possibilità per i lavoratori di sottoporsi su base volontaria a test sierologici rapidi a cura del medico competente”.

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