A partire dalla mezzanotte dello scorso 28 marzo 2021 il Tirolo non rientra più tra le zone considerate “di mutazione del virus COVID-19” indicate dalla Germania, ma sarà considerata come generica zona di rischio, la stessa categoria in cui, secondo la classificazione delle autorità federali tedesche, rientra anche l’Italia. Ciò significa che dalla stessa data e orario, per i conducenti di mezzi pesanti che entrano in Germania dal Tirolo e che transitano sull’asse del Brennero non sarà più obbligatorio presentare un test COVID-19 negativo effettuato nelle 48 ore precedenti.

Lo ha comunicato FIAP, la Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali, dopo aver recepito un comunicato direttamente dall’Associazione di settore tedesca BGL. Nella medesima nota dell’associazione di categoria tedesca viene specificato che Francia, Slovacchia e Repubblica Ceca sono state classificate come aree ad alta incidenza a partire sempre dalla mezzanotte del 28 marzo.

Brennero, dopo più di un mese stop all’obbligo di tampone

Nonostante la proroga delle misure adottate dalle autorità federali tedesche fino al 31 marzo, già da diverse settimane i camionisti italiani in grado di raggiungere la Germania attraverso regioni indicate come “meno pericolose” – come la Svizzera – non erano soggetti né all’obbligo di tampone né all’obbligo di registrazione presso la piattaforma digitale (disponibile a questo indirizzo www.einreiseanmeldung.de), sempre che non fossero transitati nei dieci giorni precedenti in zone considerate a rischio.

Una situazione che solo all’apparenza poteva sembrare meno impattante per le aziende di trasporto: l’asse del Brennero che prosegue poi nel Tirolo (tra le regioni precedentemente considerate più a rischio), infatti, è lo snodo più utilizzato dalla maggior parte delle imprese nostrane con destinazione di consegna finale in Germania o in altre regioni del Nord Europa. Senza dimenticare poi che il discrimine restava comunque quello delle 72 ore di permanenza, oltre le quali l’obbligo di tampone negativo diventava comunque obbligatorio. Una situazione che è sostanzialmente proseguita senza soluzione di continuità sin dallo scorso 14 febbraio e che ha visto tutto il comparto associativo mobilitarsi per allievare i disagi degli autotrasportatori e delle imprese, già duramente colpite dalla crisi economica e pandemica.

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