Bommartini Autotrasporti consolida il rapporto con Volvo Trucks e rafforza la propria flotta con l’arrivo di dieci nuovi Volvo FH 460, acquistati presso il Volvo Truck Center Verona. I veicoli si aggiungono ai 15 Volvo già presenti in azienda e accompagnano una fase di crescita che porterà il parco trattori da circa 90 unità a un centinaio.

L’evoluzione di Bommartini e i perché della scelta di puntare su Volvo

L’azienda di Soave, nel Veronese, nasce negli anni Sessanta in un territorio fortemente legato alla viticoltura. “Mio nonno e suo fratello hanno iniziato facendo enormi sacrifici, acquistando i primi camion e costruendo piano piano la loro attività”, racconta Lorenzo Bommartini, oggi in azienda insieme al cugino Mattia, rappresentanti della terza generazione.

L’attuale Bommartini Autotrasporti prende forma nel 1994 e negli anni ha attraversato anche fasi difficili, come la crisi del 2010-2011. Proprio da quelle esperienze è maturato un cambio di approccio, con una gestione più strutturata, responsabilità definite tra seconda e terza generazione e un maggiore utilizzo dell’analisi dei dati.
“Ognuno, oggi, segue un reparto preciso”, spiega Lorenzo Bommartini. “Io mi occupo della parte operativa, mio cugino Mattia segue amministrazione e analisi dati, mentre la seconda generazione presidia commerciale, officina e intermodale”.

In questo percorso, la scelta dei nuovi Volvo FH 460 risponde a esigenze operative precise. I veicoli saranno impiegati su tratte tra Nord e Centro Italia, Francia e Svizzera, dove affidabilità, comfort di guida e vivibilità della cabina assumono un ruolo centrale per conducenti che trascorrono diversi giorni a settimana in viaggio.
“I Volvo sono affidabili e gli autisti li apprezzano molto, soprattutto per lo spazio a bordo, la qualità della zona notte e le dotazioni interne”, afferma Bommartini.

La crescita della flotta si inserisce in una strategia più ampia, basata su diversificazione dei settori serviti — dall’acciaio all’alimentare, dal vetro all’edilizia — e sul monitoraggio puntuale di produttività, costi e performance dei veicoli. “Non abbiamo la bacchetta magica”, aggiunge Bommartini, “ma i dati ci aiutano a capire prima dove sta andando il mercato e a essere più flessibili”.

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