L’autotrasporto siciliano è entrato in stato di agitazione dopo la decisione del Governo di non rinnovare la misura che riduceva in modo lineare le accise sui carburanti. Una scelta, quella dell’Esecutivo, accolta in modo contrastante dal mondo dell’autotrasporto, che si può ‘consolare’ con il ripristino del rimborso ordinario delle accise per i veicoli Euro V ed Euro VI.

Le sigle dell’autotrasporto siciliano: FAI Sicilia e Aitras

Le sigle siciliane, tuttavia, mostrano preoccupazione per l’impennata dei prezzi alla pompa, che incidono profondamente sui margini di guadagno dei trasportatori, specialmente nel settore dell’ortofrutta che nell’isola è particolarmente vivace. FAI Sicilia e Aitras hanno, infatti, scritto una nota lo scorso 12 gennaio nella quale si spiega che “gli autotrasportatori siciliani legati alla filiera ortofrutticola erano già in affanno a causa dell’impennata dei costi energetici che hanno investito il settore della produzione dell’uva Italia, per i quali è stato richiesto lo stato di calamità e le cui conseguenze negative hanno coinvolto l’autotrasporto; adesso l’aumento del gasolio di 20/30 centesimi rischia di travolgere la campagna delle arance e delle primizie e di mettere definitivamente in ginocchio l’agricoltura siciliana”.

Secondo le associazioni, l’aumento dei costi si attesta intorno al 30-40% “in più rispetto a quelli sostenuti dai colleghi di altre regioni d’Italia ed è un maggior costo che va riconosciuto e rimborsato”. La richiesta che gli operatori fanno alle istituzioni è quella di attivare il cosiddetto progetto di filiera, con l’obiettivo di “indennizzare gli autotrasportatori che fino ad oggi si sono accollati i maggiori costi dovuti alle carenze di infrastrutture, alla posizione geografica della Sicilia e alla sua insularità”.

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