Il 24 agosto scorso, Fedit – Federazione Italiana Trasportatori ha presentato – al meeting di Rimini – la nuova Associazione Nazionale Imprese di Servizi e Logistica. Anis – questa è la sigla – parte da una base di circa 10mila addetti, con un potenziale di crescita fino a 30mila.

I principi alla base della neonata Anis

Per aderire alla nuova organizzazione, che nasce con l’obiettivo di riunire le aziende attive nella logistica, nello stoccaggio e nella distribuzione dell’ultimo miglio, bisognerà presentare una certificazione di regolarità atta a verificare struttura societaria, reputazione aziendale, solidità economico-finanziaria, applicazione del contratto collettivo e correttezza fiscale, previdenziale e contributiva.

Michela Crecco, prima presidente di Anis, ha posto l’accento proprio sull’importanza del rispetto delle norme che disciplinano l’accesso all’associazione: “La legalità non sarà soltanto un principio dichiarato, ma un requisito concreto di accesso, verificato attraverso una certificazione rigorosa della regolarità contrattuale, fiscale, contributiva e reputazionale delle aziende. L’obiettivo è costruire una comunità imprenditoriale capace di distinguere e valorizzare gli operatori affidabili, anche per restituire valore e migliorare la reputazione di quello che è a tutti gli effetti un comparto strategico per il Paese”.

Anche Guido Bertolone, presidente di Fedit, ha sottolineato l’importanza delle suddette barriere d’accesso: “Anis non è una sigla in più, ma un progetto che chiede, a chi vuole aderire, di essere in linea con determinati principi”.

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