Schmitz Cargobull pronta ad acquisire il 100% di Berger
Schmitz Cargobull si prepara a rilevare l’intero capitale di Berger Fahrzeugtechnik, dopo averne acquisito il 49% nel 2024. L’operazione, soggetta ad autorizzazione antitrust, punta a rafforzare lo sviluppo delle soluzioni e ampliare l’offerta per il mercato europeo.
Schmitz Cargobull compie un nuovo passo nella propria strategia industriale e si prepara a diventare proprietaria al 100% di Berger Fahrzeugtechnik. Gli azionisti della società austriaca hanno infatti deciso di cedere al costruttore tedesco le quote rimanenti, completando un percorso avviato nel 2024, quando Schmitz era entrata nel capitale con una partecipazione del 49%.
Il perfezionamento dell’operazione resta subordinato al via libera delle autorità competenti in materia di concorrenza, ma la direzione è ormai tracciata: integrare pienamente Berger all’interno del gruppo Schmitz Cargobull e consolidarne il ruolo nel segmento della costruzione leggera.
Dietro alla scelta di Schmitz e Berger
Alla base della decisione c’è la collaborazione sviluppata negli ultimi due anni, che secondo le aziende ha dimostrato la forte complementarità tra il know-how di Berger nei telai alleggeriti e la capacità industriale di Schmitz Cargobull, sostenuta da una rete commerciale e di assistenza estesa in tutta Europa.
Nel 2025 le due realtà hanno già investito insieme sia nelle tecnologie produttive del sito di Radfeld sia nello sviluppo della nuova generazione Evolution. La linea di prodotto nasce dall’unione tra il telaio lightweight ottimizzato di Berger e il sistema modulare di sovrastrutture firmato Schmitz Cargobull.
Per Andreas Schmitz, CEO di Schmitz Cargobull, l’acquisizione consente di rafforzare il portafoglio con competenze distintive nella costruzione leggera e di offrire ai clienti una gamma più ampia di soluzioni di trasporto efficienti. Dello stesso avviso Gerhard Berger, secondo cui l’integrazione nel gruppo tedesco potrà accelerare lo sviluppo delle tecnologie e ampliare la presenza commerciale in Europa.
Per i clienti, assicurano le due aziende, non cambieranno prodotti, referenti e servizi. Cambierà invece la scala industriale su cui queste soluzioni potranno crescere.