Dopo tre mesi consecutivi di calo, a febbraio 2026 il mercato dei furgoni torna su livelli di sostanziale stabilità. Questo quanto emerge dai dati di UNRAE, secondo cui le immatricolazioni si sono fermate a 15.287 unità, appena lo 0,1% in meno rispetto alle 15.309 dello stesso mese del 2025. Nel primo bimestre dell’anno il saldo resta però negativo: 29.563 immatricolazioni contro 30.379, pari a un calo del 2,7%.

Mercato furgoni, i numeri di febbraio più nel dettaglio

A sostenere il risultato di febbraio è stato soprattutto il noleggio a breve termine. Secondo UNRAE, senza questo contributo il mercato avrebbe segnato una contrazione del 3,5%. Restano invece deboli le prospettive per l’intero 2026: l’associazione stima 187.000 immatricolazioni a fine anno, in lieve flessione (-1,1%) rispetto alle 189.000 del 2025. Sullo sfondo pesano l’incertezza economica e i tempi di attuazione degli incentivi annunciati dal MIMIT, il cui effetto, secondo UNRAE, potrebbe vedersi solo nell’ultimo quadrimestre.

Sul fronte delle alimentazioni, il diesel continua a perdere terreno: a febbraio scende al 77,8% del mercato, con un calo di 4,7 punti percentuali. I veicoli elettrici puri si fermano invece al 2,7%, in lieve recupero rispetto a gennaio ma sotto il 3,1% registrato un anno fa. Crescono le ibride, che raggiungono il 9,8%, mentre le plug-in salgono al 2,4%.

UNRAE insiste sulla necessità di affiancare agli incentivi altri strumenti per sostenere la transizione. “Accanto agli incentivi esistono altri fattori abilitanti imprescindibili”, ha dichiarato il presidente Roberto Pietrantonio, indicando tra le priorità il rafforzamento delle infrastrutture di ricarica, un credito d’imposta del 50% per le colonnine fast e misure correttive sui costi dell’energia.

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