Caro carburanti e conseguenze sulla logistica, il governo interviene con un decreto legge [IN AGGIORNAMENTO]
Lo scoppio del conflitto in Medio Oriente ha mostrato i suoi effetti anche sulla logistica sin dalle primissime fasi. Il notevole aumento del prezzo dei carburanti alla pompa mette in seria difficoltà le aziende di autotrasporto. In questo articolo, in costante aggiornamento, seguiamo l'evolversi della situazione, italiana e non solo.
La crisi che ha provocato la significativa riduzione del traffico marittimo nella zona dell’ormai famoso stretto di Hormuz, controllato dall’Iran, sta alterando l’approvvigionamento del petrolio, principalmente diretto in Asia e marginalmente in Europa e negli Stati Uniti. Questo ha comportato un aumento notevole del prezzo al barile, indicatore molto importante a livello economico globale. Il conflitto ha mostrato i suoi effetti anche sulla logistica: il notevole aumento del prezzo dei carburanti alla pompa sta mettendo in seria difficoltà le aziende di autotrasporto.
Il governo interviene con un decreto legge
19 marzo. Il governo è intervenuto sul caro carburanti con un decreto legge da oltre mezzo miliardo di euro che prevede, per venti giorni, un taglio di circa 25 centesimi al litro su benzina e gasolio e di 12 centesimi al chilo sul Gpl. Per l’autotrasporto è previsto un credito d’imposta straordinario sulla maggiore spesa sostenuta per il gasolio nei mesi di marzo, aprile e maggio rispetto a febbraio 2026, ma criteri e modalità saranno definiti con un successivo decreto. Rafforzati anche i controlli anti-speculazione: monitoraggio quotidiano dei prezzi, sanzioni per chi non comunica i listini e verifiche della Guardia di Finanza in caso di anomalie.
Le dichiarazioni di Salvini prima dell’incontro con le compagnie petrolifere
18 marzo. Oggi, come anticipato, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, incontrerà le compagnie petrolifere e le associazioni dei gestori – Fegica, Faib e Confesercenti – in Prefettura a Milano. Lo stesso Salvini, intercettato da alcuni giornalisti, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni prima del meeting: “Abbiamo convocato qui in Prefettura a Milano le principali compagnie petrolifere perché l’obiettivo è, nell’immediato, ridurre i prezzi alle pompe di benzina e mettere un tetto al prezzo della gasolio e della benzina con la loro collaborazione”.
Il ministro, poi, è sceso nel dettaglio dei prezzi: “Una riduzione di 5 o 10 centesimi non è assolutamente sufficiente. L’obiettivo è scendere sotto 1,90 euro al litro. Almeno per quanto riguarda il diesel, c’è bisogno di una riduzione di almeno 20-25 centesimi al litro”.
Le misure straordinarie chieste dalle associazioni
17 marzo. Le principali associazioni dell’autotrasporto italiano lanciano l’allarme sul caro gasolio, che sta mettendo in crisi la sostenibilità economica del settore. Secondo le stime, un aumento di 25 centesimi al litro comporta un costo aggiuntivo di circa 9.000 euro l’anno per ogni camion, cifra che può azzerare i margini delle imprese. Per questo – proprio oggi, tramite un documento congiunto – hanno chiesto misure straordinarie, sul modello di quelle varate durante la crisi energetica post-Ucraina: credito d’imposta sui maggiori costi di gasolio e HVO, riduzione temporanea del costo del lavoro, utilizzo più rapido del credito sulle accise, sospensione temporanea di versamenti fiscali e contributivi, aggiornamento dei costi di esercizio e rafforzamento della clausola di adeguamento carburante nei contratti.
Le associazioni firmatarie, nello specifico, sono: ANITA; CNA-FITA; CONFARTIGIANATO TRASPORTI; FAI; FEDIT; FIAP; SNA-CASARTIGIANI; CONFCOOPERATIVE Lavoro e Servizi; LEGACOOP Produzione e Servizi; UNATRAS.
Salvini convoca le compagnie petrolifere
16 marzo. Come specificato dal MIT in un comunicato ufficiale, tra le realtà convocate all’incontro richiesto dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini mercoledì, alle 15, figurano: ENI, IP, TAMOIL, Q8. Compagnie retiste, fino a 100pv. titolari o licenziatari di un marchio: VEGA CARBURANTI; PAD Multienergy; Retitalia; Costantin; Keropetrol; Beyfin; San Marco Petroli; Energas; Toil; Giap Holding.
13 marzo. Il MIT, con una nota ufficiale, ha fatto sapere che il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, invierà a breve le lettere di convocazione alle compagnie petrolifere per incontrarle mercoledì prossimo a Milano. Decisione, questa, presa a seguito di un lungo confronto tra tecnici del ministero e del settore, in cui si è posto l’accento sulla speculazione in atto a danno di cittadini e trasportatori. Seguiranno – fa sapere il MIT nel comunicato – aggiornamenti su orario e luogo dell’incontro.
L’incontro al MIT del 12 marzo
12 marzo. Proprio oggi è andato in scena l’incontro al MIT tra le associazioni riunite sotto la sigla UNATRAS e il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi. Come sottolinea lo stesso Ministero nel comunicato uscito poc’anzi, si è trattato di “un primo momento di confronto, con l’obiettivo di raccogliere osservazioni, criticità e proposte operative rispetto alle dinamiche che stanno interessando il comparto”.
Sul tavolo i temi che incidono sulla sostenibilità economica delle imprese: andamento dei costi operativi, ricadute dell’attuale situazione geopolitica sui prezzi dell’energia e dei carburanti, conseguenze sull’equilibrio del mercato del trasporto merci su gomma.
Nel suo intervento, il viceministro Rixi – consapevole del ruolo centrale che l’autotrasporto svolge per il funzionamento delle catene di approvvigionamento e la competitività del sistema produttivo nazionale – ha sottolineato “l’importanza di un confronto costante con le rappresentanze del settore e la volontà del Governo di accompagnare il comparto in un percorso di rafforzamento strutturale“.
Le associazioni che hanno partecipato al tavolo, FIAP, UNATRAS e ANITA su tutte, convergono su un punto essenziale: l’aumento del costo del carburante sta comprimendo drasticamente i margini delle aziende, spesso impossibilitate a trasferire i rincari sui committenti. Una pressione che, secondo le associazioni, sta già erodendo la liquidità e rischia di tradursi nel fermo dei mezzi, con ricadute dirette sulla continuità delle catene di approvvigionamento. Ne abbiamo parlato più approfonditamente in questo articolo.
Hormuz, colpite tre navi mercantili
11 marzo. Tre navi mercantili sono state attaccate nei pressi dello stretto di Hormuz, lo stesso che si trova al centro delle cronache di questi giorni di guerra in Medio Oriente, nonché passaggio marittimo di grande importanza per il trasporto del petrolio. Come riportano diversi siti specializzati, a essere colpite sono state la bulk carrier thailandese Mayuree Naree, la portacontainer giapponese One Majesty e la bulk carrier Star Gwyneth. Il transito delle navi lungo lo stretto di Hormuz è ai minimi storici in questo periodo.
