Il mercato, si sa, nel settore automotive è il giudice ultimo. Lo abbiamo visto molto chiaramente in questi anni di transizione: tanti annunci sono stati fatti, obiettivi sfidanti sono stati fissati, più o meno giovani realtà si sono avvicinate, novelli Icaro, al sole della produzione di serie prima di cadere rovinosamente al suolo. Alla fine, ciò che conta sono i numeri, appunto. E questi descrivono ancora una volta, e anche in questo caso molto chiaramente, il momento complesso che vive l’automotive in Europa.

ACEA, i numeri del mercato truck e van 2025

Il settore che più ci riguarda, quello del trasporto commerciale leggero e pesante, chiude il 2025 con il segno meno nell’area geografica che dallo scorso anno consideriamo nelle nostre analisi. Vale a dire le nazioni che aderiscono all’Unione Europea, ma anche la cosiddetta area Efta che comprende Svizzera, Norvegia e Finlandia, oltre al Regno Unito, non più parte dell’Unione già da qualche anno ma senza dubbio uno dei mercati principali in ambito continentale. Ancora una volta, i dati sono forniti da Acea, l’associazione che riunisce i costruttori automotive e che al suo interno ha una sezione dedicata al trasporto pesante.

Prima di passare all’analisi macro delle immatricolazioni registrate nei due settori considerati – van e truck – facciamo una piccola precisazione rispetto all’articolo relativo al 2024.
Tra i van, Acea aveva comunicato una quota di immatricolazioni complessive di poco superiore ai due milioni di veicoli (per la precisione, 2.002.023) nell’area Eu27+Efta+Uk. Gli aggiustamenti fatti nel corso dell’anno hanno riportato la rilevazione di pochissimo sotto la soglia dei due milioni di veicoli per quanto riguarda il 2024 (1.999.916). Poco cambia, al di là della soglia psicologica, per così dire, perché nel 2025 ci si è fermati un po’ più in basso, a poco più di 1.823.000 immatricolazioni di veicoli commerciali leggeri, in calo anno su anno dell’8,8 per cento.

Tra i van, il dato forse più interessante che emerge dalla rilevazione di Acea è quello sulle alimentazioni dei veicoli, con il diesel che scende dall’85 all’80 per cento del totale, a vantaggio prevalentemente del full electric che passa dal 6,5 all’11,2 per cento superando – a proposito di soglie psicologiche – l’asticella del 10 per cento. Sarà ancora poco, ma la tendenza è chiara.

Tra i camion, le rilevazioni effettuate nel corso dell’anno avevano già messo in luce che il 2025 sarebbe stata un’annata complessa in tutta Europa, anche se meno negativa rispetto al 2024. Il volume del mercato si è ridotto, infatti, del 5,4 per cento, con poco più di 371 mila veicoli immatricolati (nel 2024 la contrazione era stata del 6,3 per cento). In tema di alimentazioni, il diesel perde appena 1,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente, con le immatricolazioni di veicoli elettrici adesso al 4,2 per cento del totale (vedremo più avanti come si distribuiscono nelle varie fasce di peso). A partire dalla questione delle infrastrutture, sono ancora tanti i punti interrogativi che attanagliano la transizione energetica nei veicoli pesanti, un processo che sarà molto graduale.

Le classifiche, nazione per nazione

I dati Acea ci permettono, come ogni anno, di intercettare le tendenze in ciascun paese europeo. Per l’Italia, il nostro focus lo trovate qui (lato camion) e qui (per quel che riguarda i furgoni).

Tornando ai numeri del mercato Europa, nel segmento dei veicoli commerciali leggeri, restano invariate le prime cinque posizioni della classifica, con la Francia che si conferma ancora una volta il mercato di riferimento per il segmento, davanti a Regno Unito e Germania. Il calo di volumi, nelle prime quattro posizioni, è piuttosto generalizzato. Per trovare un segno più dobbiamo guardare alla Spagna, quinta, in crescita dell’11,7 per cento. Appena dietro, il Belgio supera l’Olanda di una spanna nella battaglia tra vicini di casa, mentre l’Irlanda entra in top-ten grazie a una crescita vicina al 7 per cento.

Isolando le sole immatricolazioni di van elettrici, il trend naturalmente cambia, con un +67,8 per cento anno su anno e il sorpasso del Regno Unito sulla Francia in testa alla speciale classifica stilata da Acea. Spagna e Italia hanno percentuali di crescita molto simili, anche se con valori assoluti diversi; gli stessi che portano la nazione iberica ai piedi del podio superando Norvegia e Svezia.
Bene anche l’Olanda, il cui impulso nel 2025 è da ricondursi in gran parte alle limitazioni all’accesso nei centri urbani stabilite da alcune tra le principali città: anche questo è un modo per orientare il mercato, evidentemente, quando accompagnato da incentivi all’acquisto di veicoli a emissioni zero.

Salendo di stazza, Acea isola il segmento dei medi, che va convenzionalmente da 3.501 a 16 mila chili di massa totale a terra. Un segmento che chiude il 2025 sostanzialmente in linea, in valori assoluti, con il 2024 (-1,8 per cento) e dominato ancora una volta dalla Germania, sebbene la distanza con i volumi di mercato del Regno Unito si sia notevolmente assottigliata quest’anno. Le nazioni presenti in top-ten sono praticamente le stesse del 2024, con la sola eccezione della Svezia che prende il posto dei vicini norvegesi. In generale, Svezia e Uk a parte, il segno meno impera.

I camion medi elettrici immatricolati nel 2025 in Europa crescono del 75 per cento e aumentano in tutti i principali mercati, specialmente in Olanda dove, per i motivi citati prima, i veicoli elettrici sono spesso l’unica soluzione che permette di accedere ai centri urbani. Molto bene anche la Svezia, che sorpassa i ‘cugini’ norvegesi, e anche l’Italia fa un deciso passo avanti in valori assoluti.

Il segmento over 16 ton, quello dei camion heavy-duty, rispecchia sostanzialmente l’andamento del comparto, visti i volumi molto superiori. Soffre la gran parte dei mercati, ad eccezione della Polonia, che cresce e supera in classifica la Spagna, seppur di poco, della Lituania, settima forza del ranking, e della Romania che si conferma in top-ten. Nel 2025, in totale, sono stati immatricolati in Europa poco meno di 298 mila camion over 16 ton, a fronte dei circa 318 mila dell’anno precedente.

Quello dei pesanti è un comparto ancora complesso da elettrificare. Le immatricolazioni di camion a zero emissioni allo scarico aumentano di circa il 50 per cento anno su anno, ma si mantengono su numeri piuttosto contenuti. In testa c’è sempre la Germania, ma fa un passo importante l’Olanda che supera la Francia in seconda posizione. Sono ancora presenti i paesi scandinavi, ma vanno registrati i passi avanti significativi di Austria e Belgio.
Quella dei pesanti a batteria, peraltro, è l’unica delle classifiche che riportiamo in cui non è presente l’Italia. Segnale da cogliere e su cui riflettere per non perdere un treno importante nell’ottica di un autotrasporto più green nei prossimi anni.

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