Come riportato da diverse testate giornalistiche del mondo auto, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato di aver trovato un accordo con il suo omologo tedesco per la stesura di un documento congiunto per chiedere alla Commissione europea di rivedere i termini del bando alla vendita di auto e van con motore termico a partire dal 2035. Una misura, quella stabilita dalle istituzioni europee, che preoccupa sempre più il mondo dei costruttori automotive.

All’inizio di quest’anno, la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, ha avviato un tavolo di confronto con i rappresentanti delle Case, coinvolgendo peraltro anche il settore dei veicoli pesanti, per discutere e cercare di delineare in modo più condiviso la roadmap per la decarbonizzazione del trasporto. Diversi incontri si sono succeduti, ma la Commissione non ha mai derogato dalla linea di fondo tenuta negli ultimi anni: il futuro, secondo loro, è elettrico e l’Europa deve lavorare congiuntamente per costruire un’industria in grado di rivaleggiare con quelle dell’Estremo Oriente.

Bando motore termico: Italia e Germania alleate

Più facile a dirsi che a farsi, però. Il vantaggio dei costruttori orientali appare incolmabile e l’Europa non riesce a colmare il gap, specialmente per quanto riguarda la catena di approvvigionamento delle batterie e dei componenti powertrain più importanti. Si stanno iniziando a perdere posti di lavoro e il ritmo di penetrazione di auto e van elettrici sul mercato non è certo impetuoso.

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Il ministro Adolfo Urso

Adesso, la posizione congiunta di due industrie molto importanti, come Italia e Germania, potrebbe rimettere tutto in discussione: entro la fine dell’anno è attesa una decisione proprio sul futuro della roadmap. “L’Italia ha svegliato l’Europa“, avrebbe detto enfaticamente proprio il ministro Urso, “e ora i risultati sono conseguibili”. Trapela, dunque ottimismo dalla parole del ministro italiano, sicuramente contento di aver trovato una sponda di primo piano in Europa.

Per il prossimo futuro, dunque, si guarda all’apertura verso i carburanti sintetici, oppure il gas naturale, in modo da rimettere in gioco i cari vecchi motori termici in un orizzonte che vada anche oltre il 2035.

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