L’ICCT (International Council on Clean Transportation) ha recentemente pubblicato il suo rapporto sulle immatricolazioni in Europa di camion e furgoni a zero emissioni: qui è disponibile il report completo da scaricare (in lingua inglese). Il documento prende in esame l’intero 2025. In sintesi, il rapporto evidenzia una crescita piuttosto marcata delle immatricolazioni di veicoli medi e leggeri a zero emissioni in Europa, mentre la quota dei camion pesanti elettrici resta ancora piuttosto contenuta nel Vecchio Continente.

Nel 2025 in Europa sono stati immatricolati oltre 23.700 nuovi veicoli pesanti a zero emissioni (ZE-HDVs). Nella prima metà dell’anno erano stati circa 10.000. I camion ZE (con massa superiore a 3,5 tonnellate) hanno raggiunto una quota di mercato del 4,5% nel 2025, contro il 2,5% del 2024. Tra i costruttori, Mercedes ha registrato un anno particolarmente brillante nel segmento dei camion pesanti ZE (oltre 12 tonnellate). Le vendite dell’eActros sono decollate nel terzo e nel quarto trimestre del 2025. Secondo l’ICCT, nella sola seconda metà del 2025 Mercedes ha venduto 1.400 camion pesanti a zero emissioni in Europa.

Il mercato dei camion pesanti (oltre 12 tonnellate)

Nel 2025, nell’Unione europea (UE-27) sono stati venduti 263.000 camion pesanti, dei quali quasi 5.000 a zero emissioni: una quota dell’1,9%, in aumento rispetto all’1,2% dell’anno precedente. Nel quarto trimestre del 2025, la quota di vendita dei camion pesanti ZE è stata del 2,7%. A trainare questo incremento potrebbe essere stato l’inasprimento degli standard sulle emissioni di CO2: i camion immatricolati per la prima volta tra il terzo trimestre del 2025 e il secondo trimestre del 2026 dovranno infatti emettere il 15% in meno di CO2 rispetto a quelli immatricolati tra il terzo trimestre del 2019 e il secondo trimestre del 2020.

Un rapporto ICCT del 2025 ha rilevato che Mercedes era uno dei pochi costruttori non ancora in linea con questi obiettivi, mentre altri produttori si erano concentrati maggiormente su tecnologie in grado di ridurre le emissioni di CO2 dei veicoli con motore a combustione interna. Nel frattempo, la quota di vendita dei camion pesanti ZE è rimasta sostanzialmente stagnante per tutto il 2025 presso tutti gli altri principali costruttori: Renault Trucks si è attestata intorno al 3%, Volvo Trucks attorno al 2%, mentre tutti gli altri si sono collocati tra lo 0% e l’1%. Sul fronte geografico, nel quarto trimestre del 2025 le vendite di camion pesanti ZE sono risultate particolarmente elevate nei Paesi Bassi (320 unità, pari a una quota del 14%), in Svezia (120 unità, 8,4%) e in Danimarca (110 unità, 16%). Un’adozione significativa di camion pesanti a zero emissioni si è registrata anche in Austria e in Grecia nel quarto trimestre del 2025.

Camion medi e furgoni (tra 3,5 e 12 tonnellate)

Nel 2025, nell’UE-27 sono stati venduti 42.800 camion medi e furgoni, di cui 9.000 a zero emissioni: una quota del 21%, in forte crescita rispetto al 10% dell’anno precedente. Le vendite di mezzi ZE in questo segmento sono aumentate di dieci volte negli ultimi tre anni, passando da 900 unità nel 2022 a 9.000 nel 2025. Questa crescita si è concentrata in modo schiacciante nel comparto dei furgoni: nel 2025 oltre il 50% delle vendite di van è stato a zero emissioni, contro appena il 3% dei camion medi.

Secondo l’ICCT, “considerando che i camion rappresentano quasi i due terzi delle vendite di veicoli nel segmento dei camion medi e dei furgoni, e che la disponibilità di modelli di camion medi a zero emissioni è limitata, questo tasso di crescita potrebbe iniziare a rallentare nei prossimi anni. Tuttavia, la maggior parte dei veicoli con massa complessiva tra 5 e 12 tonnellate dovrà ridurre le emissioni medie di CO2 del 43% entro il 2030 (rispetto ai livelli del 2025) e questo potrebbe favorire l’arrivo sul mercato di un maggior numero di modelli ZE nei prossimi anni”.

Guardando ai singoli Paesi, nel quarto trimestre del 2025 le quote di vendita di veicoli a zero emissioni sono rimaste particolarmente alte nei Paesi del Nord Europa, con i Paesi Bassi al 72%, la Svezia al 63% e la Danimarca al 66%. In Germania, invece, la quota è scesa leggermente al 26%, dal 34% registrato nel terzo trimestre del 2025.

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