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Gasolio, il rincaro per l’autotrasporto sembra essere stato scongiurato: no all’aumento delle accise

«Un risultato che pare essere positivo per le nostre imprese è arrivato in questi giorni. Abbiamo ricevuto dalla Confederazione copia del documento programmatico di bilancio, che è allegato, che il Governo ha in questi giorni inoltrato in sede comunitaria». Così esordisce la nota di Conftrasporto. Nota con cui ha commentato l’assenza nel documento di bilancio della misura che sarebbe andata ad aumentare le accise del gasolio per l’autotrasporto.

Il livellamento paventato dal ministero per l’ambiente delle accise sul gasolio, notoriamente più favorevoli, a quelle della benzina avrebbe causato un sensibile aumento del costo del carburante, con inevitabili ripercussioni su tutta la filiera del settore, già in estrema difficoltà a causa della crisi economica innestata dal Covid-19.

Le accise sul gasolio non saranno aumentate

«Il riferimento esplicito alla revisione dei sussidi dannosi per l’ambiente è cassato tra le coperture della manovra. Prosegue così l’associazione di categoria che, va detto, sin da subito dà un deciso niet alla misura della scorsa estate del ministro Costa. Misura per ridurre i cosiddetti sad, i sussidi ambientalmente dannosi. Tra questi, per l’appunto, rientra anche quello che concede il rimborso delle accise sul gasolio.

«La linea di fermezza, condivisa anche da Unatras, ed i pressanti contatti con la ministra Paola De Micheli» prosegue la nota «hanno portato alla dichiarazione stampa con la quale il ministro annunciava la sua ferma contrarietà» alla posizione di Sergio Costa. Una promessa mantenuta dal ministro Paola De Micheli, elogiata da Conftrasporto per aver tenuto fede alla linea di fermezza annunciata. Conftrasporto ha poi ribadito che la sua azione di vigilanza proseguirà, insieme alla volontà nel dare risposte concrete alle realtà aderenti all’associazione.

Tuttavia il documento di bilancio inviato dal Mef alle istituzioni europee, più che un testo consuntivo e programmatico sulle politiche economiche italiane, sembra un vero e proprio bollettino di guerra. A titolo esemplificativo, il PIL è caduto del 5,5 per cento nel primo trimestre e del 13 per cento nel secondo, in termini congiunturali. Una débâcle che rischia di proseguire, nonostante le previsioni ottimistiche del documento, a causa del peggioramento della situazione pandemica di questi giorni.

2020-10-30T18:08:08+01:0022 Ottobre 2020|Categorie: PRIMOPIANO|Tag: |

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