Basta autovelox, facilmente individuabili e altrettanto facili da vandalizzare. Il governo di Parigi conferma, nonostante la pandemia, la scelta di puntare sui radar automatizzati mobili, una mossa che già l’anno scorso aveva suscitato non poche polemiche, sia da parte degli autotrasportatori e degli automobilisti, sia da parte delle associazioni di categoria. Gli oltre 200mila chilometri dei test condotti in Normandia hanno dato ottimi risultati in termini di qualità delle immagini e affidabilità dei verbali realizzati, quindi entro l’estate saliranno a 200 le auto civetta, affidate a società private, incaricate di pattugliare le strade di Francia.

Francia, le multe potrebbero decuplicare entro i prossimi anni

Il principio applicato dalle forze dell’ordine in Francia è semplice: i guidatori delle vetture ricevono ogni giorno un diverso itinerario da percorrere e il sistema, fissato sul cruscotto e nel frontale dell’auto, si occupa di tutto il resto: rilevare le infrazioni degli altri veicoli sia che viaggino nello stesso senso sia in senso contrario (ovviamente non in autostrada), trasmettere i dati alla centrale infrazione per infrazione oppure tenerli in memoria e inviarli a fine giornata se manca la copertura della rete 4G.

Il tutto per almeno 6-8 ore al giorno, contro un’operatività media di 2,5 ore dei dispositivi a disposizione dei gendarmi, spesso chiamati ad occuparsi di molte altre problematiche. Sarà vero, come denunciano le associazioni di tutela di automobilisti e autisti, che il governo di Parigi ha intenzione di “fare cassa” moltiplicando per dieci il numero dei verbali per eccesso di velocità? Difficile dirlo, ma entro il 2023 le auto civetta dovrebbero sfiorare quota 500.

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