La legge 105/2025, che ha convertito il Decreto-Legge 21 maggio 2025 n.73, interviene sul tema delle attese nelle operazioni di carico e scarico con l’obiettivo di “garantire la continuità del servizio di autotrasporto”. Un passaggio che, oltre al profilo normativo, riporta al centro una criticità storica del settore: i tempi improduttivi che tengono fermi mezzi e autisti, abbassano il tasso di utilizzo della flotta e alimentano tensioni tra vettori e committenza.

Il quadro si intreccia con un problema strutturale più ampio, quello della carenza di autisti. Secondo il comunicato redatto da Transporeon, nel 2025, mancherebbero circa 444 mila autisti, mentre in Italia il sistema informativo Excelsior di Unioncamere segnala difficoltà di reperimento superiori al 44% nel settore logistico, con punte oltre il 50% per i conducenti.

L’importanza della digitalizzazione nella logistica

In questo scenario, la digitalizzazione viene indicata come leva operativa per ridurre attese, ritardi e congestioni. Tra gli strumenti citati ci sono le soluzioni di Time Slot Management, utilizzate per prenotare in anticipo le finestre di carico e scarico, e i sistemi di Dock & Yard Management, che consentono di coordinare accessi dei camion, flussi nel piazzale e assegnazione delle baie in tempo reale.

Secondo Transporeon, l’adozione di queste piattaforme avrebbe portato tra i clienti a una riduzione dei tempi di attesa e della congestione nei siti logistici compresa tra il 20% e il 30%. L’aspetto centrale, però, non riguarda solo l’efficienza interna: la tracciabilità digitale di arrivi, accessi e operatività dei mezzi può anche rendere più trasparente l’applicazione della normativa sugli indennizzi.

Il comunicato sottolinea inoltre che, grazie al monitoraggio in tempo reale di arrivi e partenze, con indicatori come ETA ed ETD, diminuiscono anche le attività amministrative manuali, con effetti sui costi e sulla collaborazione tra committenti e vettori.
In una filiera sempre più complessa, dunque, la tecnologia non viene presentata solo come supporto organizzativo, ma come fattore abilitante per migliorare trasparenza, coordinamento e responsabilità tra i diversi attori della supply chain.

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