Le minacce di guerre commerciali scatenate dal neo presidente americano Donald Trump in Nord America hanno scatenato un’ondata di preoccupazione e proteste nel mondo dell’autotrasporto. Sebbene nelle scorse ore sia arrivato il congelamento dei balzelli (in attesa, molto probabilmente, di concessioni agli USA da parte dei vicini Messico e Canada), la possibilità che aumentino sensibilmente i dazi e si riduca la quantità di merce trasportata da e verso il territorio USA è quanto mai concreta.

Per questo, le associazioni di autotrasportatori messicana, canadese, ma anche statunitense (tutte affiliate a IRU, che ha fatto da cassa di risonanza) hanno fatto sentire eccome la propria voce. Secondo l’IRU, infatti, i camion hanno trasportato nel 2023 oltre il 66% delle merci via terra tra USA e Canada e addirittura quasi l’85% delle merci tra USA e Messico.

Perché i dazi paventati da Trump possono danneggiare l’autotrasporto

La Canadian Trucking Alliance (CTA) ha quindi esortato la politica a prendere in considerazione i rischi derivanti dall’introduzione dei dazi, che potrebbero “danneggiare seriamente la supply chain e tutto l’indotto che vive dell’interscambio commerciale tra i due paesi”.

Similarmente, la Mexico’s National Chamber of Cargo Transportation (CANACAR) ha messo in guardia sul pericolo di un decisivo aumento dei costi che arriverebbe proprio in un momento in cui il sistema dell’autotrasporto sta rialzando la testa dopo una fase complicata. La stessa American Trucking Association (ATA) ha fatto presente che un aumento dei dazi commerciali sulle merci in arrivo dal Messico avrebbe conseguenze molto pesanti per l’economia americana.

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