Tutto come da previsioni. Al giro di boa di metà corsa, dopo sei tappe disputate (più un prologo a Jeddah), lo squadrone Kamaz sta recitando da padrone assoluto e incontrastato della Dakar 2021, la seconda interamente in programma in Arabia Saudita. Ai primi tre posti della classifica generale, infatti, ci sono altrettanti portacolori del forte team russo guidato sulle piste del più celebre e prestigioso rally raid da Vlamidir Tchaguine.

Dakar 2021

Dakar 2021, solo bianco-blu Kamaz all’orizzonte

Un podio monopolizzato, quindi. Che al di là dei distacchi, con Sotnikov che guida con 37 minuti di vantaggio sul compagno di colori Shibalov (penalizzato di 20 minuti dalla giuria nella al termine della quinta tappa, ma che volete che sia per questi assi pigliatutto) e poco più di un’ora sull’altro alfiere, Mardeev, a sorprendere ancora una volta è il modo in cui i tre Kamaz hanno fin qui fatto il bello e il cattivo tempo, a dimostrazione di come lo squadrone bianco-blu sia in totale controllo di una corsa che, a meno di clamorosi colpi di scena, pare aver già scritto il verdetto.

Peraltro, tutto lascia intendere che l’onore della vittoria assoluta (la 18ma della serie per la Kamaz) spetti quest’anno a Dmitry Sotnikov. Alla sua ottava Dakar, con due secondi posti nel 2017 e 2019 quali migliori piazzamenti, cui vanno aggiunte nove vittorie di tappa (tre in questa edizione), Sotnikov si prepara a coronare il sogno di ogni pilota di rally raid, ben protetto alle spalle dai Shibalov e Mardeev.

Un’edizione amara per Viazovich

La Dakar 2021 resterà invece per Siarhei Viazovich un ricordo amaro. La vittoria nel prologo di Jeddah e il ben più convincente successo nella terza frazione della corsa, avevano forse illuso il forte pilota bielorusso della Maz. Che ha invece dovuto dire addio ai sogni di gloria già nella quarta tappa, causa un grave problema meccanico al suo veicolo che lo ha di fatto estromesso dalla classifica.

E così, quarto nella graduatoria provvisoria, e primo non Kamaz, è il ceco Martin Macik, in gara con il suo giallo musone Iveco Powerstar. Solido, costante e veloce, ma anche consapevole della forza dei tre Kamaz che lo precedono, Macik si sta confermando pilota di assoluto talento. Dovesse chiudere così la sua Dakar, sarebbe tra l’altro per lui il miglior piazzamento conseguito nelle sette edizioni del raid disputate in carriera.

Domani, sabato 9, i concorrenti potranno quindi godersi il meritato giorno di riposo (si fa per dire, naturalmente). Riprenderanno la strada verso il traguardo finale di Jeddah domenica 10, con la settima tappa Ha’il-Sakaka.

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