CO₂ furgoni, target più flessibili: le posizioni di FIAP, ANFIA e Motus-E
La commissione Ambiente sostiene riduzioni del 35% nel 2030 e dell’80% nel 2035 per i furgoni. FIAP e ANFIA apprezzano, pur evidenziando alcune criticità, mentre Motus-E esprime forti riserve, in particolare sui carburanti rinnovabili. Le modifiche, in ogni caso, devono ancora completare l’iter legislativo.
La revisione degli standard di CO₂ per i furgoni compie un altro passo al Parlamento europeo. Dopo i pareri delle commissioni Trasporti e Industria, di cui abbiamo già scritto, anche la commissione Ambiente (ENVI) ha approvato obiettivi meno stringenti per i veicoli commerciali leggeri. Un passaggio che sta raccogliendo, in queste ore, valutazioni diverse tra le principali associazioni italiane di settore.
CO₂ furgoni: gli obiettivi sostenuti dall’ENVI
Il testo adottato dalla commissione Ambiente prevede una riduzione delle emissioni medie dei furgoni nuovi del 35% nel 2030 e dell’80% nel 2035, rispetto al riferimento del 2021. La normativa vigente, lo ricordiamo, stabilisce rispettivamente il 50% e il 100%; la proposta della Commissione europea aveva già abbassato queste soglie al 40% e al 90%.
Gli standard riguardano i costruttori e incidono sulla gamma di veicoli a disposizione delle imprese. Tra le aperture, forse la più importante è relativa al riconoscimento dei VEEF, veicoli alimentati esclusivamente con determinati carburanti rinnovabili e a basse emissioni, che verrebbero equiparati ai veicoli a zero emissioni ai fini del regolamento.
FIAP: maggiore flessibilità anche per le flotte
FIAP valuta positivamente l’apertura sui furgoni e richiama un secondo dossier, distinto dagli standard dei costruttori: la proposta Clean Corporate Vehicles, relativa alle flotte aziendali.
Sempre il 4 novembre, le commissioni Ambiente e Trasporti, riunite congiuntamente, hanno votato per rendere indicativi gli obiettivi nazionali del 2030 e del 2035, inizialmente proposti come vincolanti per le immatricolazioni delle grandi imprese.
FIAP, che aveva chiesto di respingere la proposta originaria, considera questo un compromesso accettabile. Il punto è consentire alle aziende di programmare gli investimenti considerando costi, percorrenze, carichi e disponibilità delle infrastrutture. FIAP fa sapere che continuerà a monitorare le misure dei piani nazionali e i loro effetti sulle imprese.
ANFIA e Motus-E: letture diverse
Per ANFIA, il compromesso rappresenta “un passo avanti nel pragmatismo e nella responsabilità”. Il presidente Roberto Vavassori apprezza la riduzione degli obiettivi per i commerciali leggeri e il riconoscimento dei VEEF, chiedendo al tempo stesso maggiore velocità e ambizione nella revisione. Criticata, inoltre, la compensazione obbligatoria del 7,5% degli obiettivi 2035 attraverso l’utilizzo di acciaio a basse emissioni, giudicata non sostenibile.
Diversa la lettura di Motus-E. Il presidente Fabio Pressi ha voluto sottolineare che “continuare a discutere di obiettivi sulle emissioni, senza costruire le condizioni industriali per raggiungerli, rischia di penalizzare la competitività europea”.
I VEEF – di cui abbiamo fatto menzione prima – rappresenterebbero, secondo l’associazione, un elemento di incertezza per gli investimenti. Motus-E richiama anche la disponibilità limitata dei carburanti necessari, da destinare prioritariamente a settori difficili da elettrificare, come aviazione e trasporto marittimo, e chiede risorse per l’elettrificazione dei trasporti.
Per chiudere, sottolineiamo che le modifiche devono ancora completare l’iter legislativo: il voto in plenaria sui due dossier è atteso a dicembre, prima del confronto con il Consiglio dell’UE.