Caro carburanti, cosa chiede Unatras al Governo per evitare il fermo. Comitato esecutivo il 17 aprile
Il settore dell'autotrasporto è ormai al collasso. L'inizio del comunicato diffuso oggi, 8 aprile, sul sito di Confartigianato Trasporti è eloquente, così come il messaggio inviato all'Esecutivo: se non verranno accolte le nostre richieste sarà fermo, con le conseguenze facilmente immaginabili.
Il settore dell’autotrasporto è ormai al collasso. L’inizio del comunicato diffuso oggi, 8 aprile, sul sito di Confartigianato Trasporti è eloquente, così come il messaggio inviato all’Esecutivo: se non verranno accolte le nostre richieste sarà fermo, con le conseguenze facilmente immaginabili.
In questo momento, e nonostante il taglio delle accise che il Governo ha prorogato fino al 1° maggio, “il costo del carburante ha superato i livelli di sostenibilità per le imprese, con il gasolio oltre i 2,04 euro al litro sulla rete ordinaria e punte superiori in autostrada”, denuncia la sigla che riunisce le associazioni che operano nell’autotrasporto merci. Una dinamica che si traduce “in un aggravio fino a 9.000 euro annui di extracosti per veicolo pesante, mettendo fuori mercato migliaia di aziende italiane”. E non cambia, al momento, la situazione la tregua con durata quindici giorni firmata nella notte italiana tra Stati Uniti e Iran e soprattutto la riapertura annunciata del celeberrimo stretto di Hormuz: per ripristinare il ciclo e la logistica delle forniture di petrolio servono, secondo gli analisti, settimane se non mesi.
Caro carburanti, Unatras: “Le imprese stanno lavorando in perdita”
Così Unatras: “Le imprese stanno lavorando in perdita e non sono più in grado di assorbire ulteriori rincari. È inaccettabile che, a fronte di una crisi così grave, non siano state recepite le nostre proposte di modifica al decreto-legge n. 33/2026 richieste dal settore per garantire misure efficaci e immediate. Considerato che la proroga del taglio lineare delle accise di 20 centesimi al litro è già stato assorbito dal continuo aumento del prezzo industriale, è indispensabile attuare provvedimenti immediati che consentano di mantenere gli strumenti di compensazione e ristoro per gli operatori del trasporto professionale, che hanno investito in sicurezza e tutela ambientale”.
Le richieste delle associazioni dell’autotrasporto
Già, ma cosa chiedono le associazioni? Lo hanno riassunto in un elenco:
- emanazione decreto attuativo del credito d’imposta di 100milioni;
- ristori per il mantenimento degli strumenti di compensazione;
- interventi a sostegno della liquidità delle imprese;
- attuazione provvedimenti normativi e immediata compensazione rimborsi accise.
Provvedimenti molto concreti che servirebbero per dare una boccata di ossigeno alle imprese, evidentemente in grande difficoltà. Va detto che il taglio delle accise sui carburanti deciso dal Governo ha un costo parecchio alto, quantificato intorno al miliardo di euro. Non è semplice trovare altre risorse da destinare all’autotrasporto. Ciononostante, il piano che conduce allo scontro tra associazioni ed Esecutivo è già sufficientemente inclinato. Il 17 aprile, giorno in cui si terrà il Comitato esecutivo, ne sapremo di più.