La carenza di conducenti non rappresenta più una difficoltà temporanea, ma un problema strutturale per l’autotrasporto italiano. A sostenerlo è FIAP, commentando i risultati della survey promossa dal Comitato Centrale per l’Albo nazionale degli autotrasportatori e presentata nel mese di luglio.

Secondo l’indagine, l’88,2% delle imprese ha incontrato difficoltà nel reperire conducenti negli ultimi dodici mesi. Una situazione che ha costretto il 34% delle aziende a ridurre la capacità operativa e il 27% a rinunciare a commesse.

Anche le risposte degli autisti descrivono un mercato del lavoro fortemente sbilanciato: l’84% ritiene di poter trovare una nuova occupazione in meno di un mese, mentre il 57% dichiara di aver ricevuto almeno tre offerte negli ultimi due anni.

Formazione disponibile, ma professione poco attrattiva

Per FIAP, uno degli elementi centrali riguarda la capacità formativa delle autoscuole, che sarebbe già sufficiente ad accogliere un numero di candidati superiore agli attuali iscritti. Il problema principale sarebbe quindi l’attrattività del mestiere.

Il 93% delle imprese e l’85% dei conducenti giudicano infatti la professione poco o per nulla attrattiva. Tra le principali criticità indicate dagli autisti figurano le condizioni economiche, gli orari e i carichi di lavoro, oltre allo stress e alle responsabilità connesse all’attività.

Gli incentivi per conseguire patenti e qualificazioni professionali restano dunque necessari, osserva la Federazione, ma rischiano di essere insufficienti senza un miglioramento strutturale delle condizioni di lavoro.

FIAP richiama, inoltre, le ridotte marginalità delle imprese, stimate dagli operatori generalmente tra l’1% e il 3% del fatturato. Per questo, eventuali aumenti retributivi dovrebbero essere accompagnati da decontribuzione, riduzione dei tempi di attesa, aree di sosta adeguate, norme più adatte al lavoro su strada e una migliore remunerazione del servizio di trasporto.

“Prima di parlare di aumenti, bisogna parlare di chi paga il trasporto e a quanto”, afferma il segretario generale di FIAP, Alessandro Peron. “La dignità di chi guida e la competitività del Paese sono, in questo settore, la stessa battaglia”.

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