Parole chiave nel futuro del Brennero, modal split. Ovvero la percentuale di ripartizione del traffico merci tra linea ferroviaria e autostrada. Che oggi è al 21 per cento via treno contro 71 su gomma. Ma entro il 2027 dovrebbe arrivare a 50-50 per puntare al 70 treno e 30 gomma entro il 2035.

Brennero

Conclusione cui si è giunti il 15 gennaio scorso nel fondamentale incontro di Euregio, poco nota (fuori dall’ambito tirolese) istituzione comunitaria, tra il presidente del Tirolo austriaco, Günther Platter, Arno Kompatscher, presidente della provincia autonoma di Bolzano e il suo collega trentino Ugo Rossi.

Euregio è un Gect (Gruppo europeo di cooperazione transfrontaliera), riconosciuto sia da Bruxelles sia da Italia e Austria, tant’è che siede al tavolo dei vertici comunitari dei ministeri dei trasporti, quindi il messaggio è chiarissimo.

Traffico oltre la capacità dell’A 22

Nel 2017 il traffico sull’asse del Brennero ha doppiato alla grande il 2016 (11 milioni di auto e 2,1 milioni di camion), superando la capacità massima dell’autostrada su entrambi i versanti. Come ha dimostrato la mostruosa coda di tir lunga 110 chilometri da Egna al valico, verificatasi il 4 ottobre scorso, in seguito a una giornata festiva in territorio austriaco.

Dunque, i tre governatori di Tirolo austriaco, Bolzano e Trento, lasciando al passato le schermaglie burocratiche sulle limitazioni di transito ai camion, mentre a Roma è in corso la trattativa per il rinnovo della concessione dell’A 22, annunciano di voler operare sul modal split per «garantire una migliore qualità della vita alla popolazione locale, rendere la mole di traffico più sostenibile e abbattere il numero dei mezzi pesanti in transito, attirati da pedaggi più convenienti rispetto a quelli di altri itinerari attraverso le Alpi».

Pedaggi alti come disincentivo

A fare scuola, il Gottardo. Ecco quindi l’annucio del primo step: innalzamento dei pedaggi per i camion che renda meno conveniente il transito su gomma e incentivi all’uso della RoLa, la navetta ferroviaria che troppo spesso arresta la sua corsa al Brennero per vedere i camion proseguire in autostrada sul versante italiano.

Ulteriori ‘scatti tariffari’, accompagnati dal monitoraggio accurato che verifichi il livello di saturazione della linea ferroviaria, sono poi previsti in futuro, per disincentivare il percorso su gomma fino al momento in cui (appunto intorno al 2035) sarà disponibile il tunnel ferroviario di base e i più brevi tempi di percorrenza rappresenteranno un ulteriore vantaggio competitivo per il treno.

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