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Con la situazione al Brennero sempre più insostenibile per i camionisti, che ora dovranno anche pagare il tampone presso la struttura allestita dall’Esercito nell’autoparco Sadobre a Vipiteno, stanno venendo meno i principi sulla libertà di circolazione delle merci nell’Unione Europea, in teoria garantita dal concetto dei “Corridoi Verdi” (Green Lanes), alla base del diritto comunitario. Un quadro desolante quello venutosi a creare con l’introduzione dell’obbligo di tampone per i camionisti, duramente criticato in primis dal battagliero presidente di Conftrasporto-Confcommercio Paolo Uggè che, citando come metafora della situazione al Brennero la storica scena del fiorino del film con Roberto Benigni e Massimo Troisi, ha ribadito che “non ci resta che piangere”. Di fronte a misure così drastiche da parte di nazioni che fanno parte dell’UE, per il presidente di Conftrasporto andrebbe applicato il principio di reciprocità da parte delle autorità italiane, ovvero l’imposizione del certificato di negatività al Covid anche per i camionisti che provengono da Germania e Tirolo.

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La critica di Conftrasporto. La reazione italiana deve essere reciproca

«Bene che il ministro dei trasporti scriva lettere e chieda il rispetto del principio della libertà di circolazione delle merci, ma, anche di fronte a quest’ennesima beffa imposta all’Italia da un altro Paese comunitario, scrivere non basta più – ha esordito Uggè – ‘A brigante brigante e mezzo’, ebbe a dire il Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Insomma, a questi Paesi rispondiamo applicando quantomeno il principio di reciprocità. Per l’economia nazionale e per i trasportatori, ogni ritardo, ogni rallentamento, significano perdita di competitività e maggiori costi».

«L’Italia deve immediatamente dislocare Unità mobili di controllo sanitario e di sicurezza all’entrata del nostro Paese per coloro che provengono dalla Germania e dall’Austria attraverso il Tirolo – è l’appello di Uggè – Da anni l’Austria ci impone il contingentamento dei mezzi pesanti, danneggiando pesantemente le nostre imprese e l’intera economia italiana. L’asse del Brennero garantisce l’integrazione dell’Italia con il mercato unico europeo. È il principale valico alpino per volumi di merci in transito (oltre 40 milioni di tonnellate nel 2018), ed è percorso da 4,5 milioni di Tir all’anno che non hanno come origine né destinazione l’Austria».

«Chiudendo le porte alla libera circolazione, per ogni ora di ritardo nell’attraversamento del valico, la nostra economia paga già più di 370 milioni di euro su base annua. L’obbligo del tampone aggiunge un altro ostacolo alla libera circolazione delle merci, un danno ingentissimo al nostro sistema economico, già duramente provato. Un danno al quale, da oggi, si aggiunge la beffa dei 40 euro che gli autotrasportatori dovranno sborsare per effettuare il test a Vipiteno”. “Basta con le lettere, ora si passi a fatti concreti”, conclude Uggè, esortando il Governo a intervenire presso l’Unione europea».

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