Biometano in movimento. Dal convegno Federmetano pieno appoggio alla proposta Salini
Si lavora, anche e soprattutto in Italia, per riportare il biometano al centro del dibattito europeo sulla decarbonizzazione del trasporto, a partire da quello leggero e guardando anche al segmento dei camion. Siamo stati al convegno che Federmetano ha organizzato a Bologna, a casa Autopromotec.
Nella giornata di ieri, 15 giugno, Federmetano ha organizzato un convegno a Bologna che ha riunito rappresentanti delle istituzioni e dell’industria per discutere delle prospettive del biometano, al momento quasi fuori dalla mappa europea sulla decarbonizzazione del trasporto (e specialmente di quello pesante) ma forte di una spinta alla rivitalizzazione che parte anche, se non soprattutto, dall’Italia. La cosiddetta Proposta Salini, infatti, presentata dall’eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini, vicepresidente del Gruppo PPE al Parlamento europeo, prevede la revisione del Regolamento sulle emissioni di CO2 per auto e furgoni.
I partecipanti alla tavola rotonda tecnica
- Paolo Cirelli – Presidente di Cirelli Motor Company
- Antonino Tamè – Direttore Rete Italia di Cirelli Motor Company;
- Umberto Palermo – Presidente Esecutivo di Mole Urbana.
- David Ciampini – Responsabile area supporto coordinamento allestitori di Piaggio & C. S.p.A.;
- Andrea Cormaci – Key Account Manager Medium & Heavy Range Italy Market di IVECO;
- Giovanni Deregibus – Amministratore di Ecomotive Solutions.
Andrea Cormaci, Key Account manager Medium & Heavy range Italia, è stato il testimonial di IVECO. La sua missione è “gestire nel miglior modo possibile le relazioni con i grandi operatori del trasporto su gomma, proponendo le soluzioni più efficienti in termini di consumi e di promuovendo così una transizione energetica virtuosa“.
Puntiamo subito all’intersezione tra il tavolo tecnico e quello istituzionale. Quale preghiera rivolgete ai decisori? “Tramite il fondo pluriennale per l’autotrasporto, nel 2025 sono stati stanziati 590 milioni di euro per il periodo che intercorre tra il 2027 e il 2031. Ci auguriamo che sia presto messo in esercizio tramite un decreto attuativo, che attualmente manca, in modo da dare la possibilità dagli operatori di settore di attingere a questo fondo per rinnovare il parco circolante,” è la prima istanza rivendicata da Cormaci. “Auspichiamo inoltre che la normativa attuale in merito all’indicizzazione del trasporto legato al costo del diesel, oggi obbligatoria per i veicoli alimentati a gasolio, venga estesa al biometano”.
Biometano a tinte ‘rosa’
“Col biometano rispondiamo alle esigenze del trasporto su lungo raggio”, puntualizza Cormaci. Una risposta che dispiega le sue potenzialità soprattutto con la soluzione del gas liquefatto. “Il GNL non è solamente un’alternativa al diesel, ha il rango di prima scelta. Un nostro camion GNL ha seguito il Giro d’Italia (come noto ai lettori di Vado e Torno, ndr) compiendo 7.000 chilometri in tre settimane. Un solo veicolo ha risparmiato 4,5 tonnellate di CO2”. Quello che abbiamo visto a Bologna, invece, era alimentato a gas naturale compresso.
In merito alle sinergie tra IVECO e Federmetano: “È un rapporto consolidato, dal momento che IVECO coltiva da sempre un’attenzione particolare per le alimentazioni alternative. Proseguiamo con un approccio multi-energetico, per sviluppare tecnologie diverse che insieme possano venire incontro alle esigenze degli operatori del settore. Il biometano è una risposta concreta, che soddisfa queste esigenze in termini di prestazioni, sostenibilità economica e di autonomia sulle tratte a lunga percorrenza. Continuiamo a investire in prodotti tecnologicamente avanzati per cercare di migliorare ulteriormente l’abbattimento delle emissioni e le performance. Iniziative come questa di Federmetano permettono di avere un tavolo di confronto tra tutti gli attori della filiera: Istituzioni, provider energetici e le case costruttrici”.
Tra associazioni e politica
Dante Natali, Presidente Federmetano, cita la Proposta Salini, che porta in grembo oltre 50 emendamenti, valorizza le potenzialità dei biocarburanti e suggerisce la creazione di una categoria di veicoli alimentati a biofuel paritetica agli elettrici. “In questo periodo” ammonisce Natali, “è necessario un ripensamento: 2026 è a metà strada tra l’inizio del green deal il primo step del 2030. L’ISPRA ha evidenziato che tra il 2021 e oggi le emissioni di CO2 legate ai trasporti, che valgono poco più del 30% del totale, siano addirittura leggermente aumentate. In un contesto in cui lo Stato italiano ha speso circa 1,2 miliardi in incentivi per auto BEV, a fine 2025 le auto elettriche immatricolate in Italia erano 461.000, meno dell’1%. La rete di distribuzione metano conta 1.621 punti, dei quali 180 a Gnl, e potrebbe erogare fino a 3-4 volte i volumi attuali”.

Silvia Fregolent, torinese, esponente di Italia Viva, membro dell’8a Commissione permanente (Ambiente) e Vicepresidente della 9a Commissione permanente (Industria) del Senato, ha parlato di “ottusità della Germania e dei Paesi del Nord Europa. Volkswagen nel 2019 si era dichiarata pronta a convertirsi integralmente all’elettrico. Non è andata così. La crisi economica Germania potrebbe rivelarsi un elemento importante per cambiare questa follia unidirezionale”.
Stefano Cavedagna, membro della Commissione IMCO e membro sostituto Commissione ENVI, al Parlamento Europeo: “Non possiamo immaginare che si possa sviluppare un mercato solo attraverso le restrizioni legislative. Rischiamo di distruggere la filiera, con 13 milioni di occupati a livello europeo, e le infrastrutture che, una volta perse, non si recuperano più. I biocarburanti vanno nella direzione dell’economia circolare, auspicata dall’Europa. La pianura padana è il primo distretto agricolo in Europa: il biometano potrebbe coprire quasi il 20% del parco circolante e conciliare sostenibilità ambientale ed economica, insieme all’elettrico e ad altre tecnologie. Aspettiamo al varco i socialisti europei e gli ambientalisti”.
Guido Gambassi, Chief Strategy Officer di Autopromotec, ha ricordato: “Autopromotec nasce non solo come vetrina di prodotto ma come punto di confronto per tutti gli stakeholder del settore. Far dialogare istituzioni ed aziende per discutere di legislazioni, innovazioni tecnologiche e strategie per una crescita economica sostenibile diventa propritario. La mobilità si sta trasformando, diventando sempre più articolata ed interconnessa, richiedendo soluzioni capaci di considerare alternative nuove, come combustibili in grado di garantire la circolarità dei processi e la valorizzazione del territorio“.
Riepiloghiamo
Chi rappresenta Federmetano?
Dal 1948 è l’associazione di categoria dei distributori di gas metano per autotrazione in Italia. Rappresenta un terzo della rete italiana degli impianti per la distribuzione del metano uso autotrazione.
Che cos’è la Proposta Salini?
È la proposta di revisione del Regolamento sulle emissioni di CO2 per auto e furgoni presentata dall’eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini, vicepresidente del Gruppo PPE al Parlamento europeo. Introduce una categoria di veicoli, alimentati con biocarburanti, equiparati agli elettrici in termini di emissioni allo scarico.
E Cirelli Motor Company?
È un’azienda operativa nell’importazione e commercializzazione di veicoli prodotti in Cina, distribuiti con il brand CMC – Cirelli Motor Company. Nella loro gamma ai modelli Cirelli 1 Cirelli 6, entrambi da sette posti, sono alimentati a biometano, con le bombole nel sottoscocca, e motori di derivazione Mitsubishi. È in arrivo un terzo modello.
Mole Urbana è un costruttore di veicoli?
Concepita dall’estro del designer Umberto Palermo, Mole Urbana dispone di una nano-fabbrica a Orbassano, nella cintura torinese. Ha presentato un progetto M1, con il contributo di Cassa Depositi e Prestiti, che risponde al nome di Malya, un’auto elettrica che utilizza un termico a biometano come range extender.

