Autoarticolati da 18 metri, ANFIA plaude alle novità del Codice della Strada
Il testo approvato in via preliminare dal Governo punta, secondo ANFIA, a superare le limitazioni alla produzione e all’omologazione dei complessi da 18 metri. La sperimentazione del Progetto 18 ha coinvolto 330 veicoli, evidenziando benefici per l’efficienza del trasporto merci.
Il nuovo Codice della Strada segna un passo avanti verso il pieno riconoscimento operativo degli autoarticolati fino a 18 metri. Lo sottolinea ANFIA, che ha commentato in maniera entusiasta le disposizioni del testo approvato in esame preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre.
Accanto alle novità (di cui parliamo dettagliatamente in questo articolo) per autisti e imprese su patenti, CQC, tachigrafo e sanzioni, il provvedimento interviene anche sul percorso avviato con il Progetto 18, promosso proprio da ANFIA con il patrocinio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Autoarticolati da 18 metri: cosa cambia?
La circolazione nazionale di questi complessi era già stata consentita dal Decreto Infrastrutture del 2021. Restavano però limitazioni regolamentari alla produzione e all’omologazione: secondo ANFIA, il nuovo intervento creerebbe le condizioni per superarle, completando il quadro normativo.
Il via libera del Governo, lo sottolineiamo, è preliminare: occorre attendere il completamento dell’iter e l’approvazione definitiva prima di considerare operative le nuove disposizioni.
Progetto 18: un viaggio in meno ogni dieci
La sperimentazione ha coinvolto 330 complessi veicolari, costituiti da trattore e semirimorchio con lunghezza complessiva di 18 metri. Il monitoraggio, riferisce ANFIA, ha evidenziato sicurezza, guidabilità e manovrabilità sostanzialmente equivalenti a quelle dei veicoli tradizionali.
Il vantaggio principale riguarda la capacità di carico: stando ai risultati riportati dall’associazione, è possibile evitare almeno un viaggio ogni dieci, a parità di merci trasportate, con benefici su traffico, consumi ed emissioni di CO₂. Una soluzione particolarmente interessante per le merci voluminose, per le quali lo spazio disponibile condiziona l’efficienza del trasporto.
“Abbiamo dimostrato sul campo che è possibile trasportare le stesse merci con meno viaggi, mantenendo elevati standard di sicurezza e manovrabilità”, dichiara Massimo Menci, presidente della sezione Rimorchi di ANFIA, richiamando la collaborazione con ANITA.
L’associazione auspica ora una rapida conclusione dell’iter, per tradurre – riprendiamo il comunicato – oltre quindici anni di sperimentazione in un’opportunità stabile per costruttori e imprese di autotrasporto.