La mobilità elettrica è diventata fondamentale, non solo per il settore automobilistico ma anche per completare la transizione energetica e raggiungere gli obiettivi dell’UE entro il 2035. L’Italia, ne abbiamo parlato, è ancora indietro rispetto ad altre nazioni europee, per quanto riguarda sia le auto, sia i veicoli commerciali, che più ci interessano. Un ritardo dovuto principalmente alla mancanza di infrastrutture e ai costi ancora elevati dei veicoli elettrici.

Ulteriore fattore, non meno importante, pare essere il divario di competenze nel settore della manutenzione dei veicoli elettrici. A sostenerlo è Autodata, tra i principali fornitori a livello europeo di dati e informazioni tecniche sul postvendita automobilistico. Secondo Marco De Filippo, Business Development Manager di Autodata, infatti, per affrontare integralmente la transizione verso i veicoli elettrici è cruciale superare due principali sfide strategiche: garantire una ricerca accurata e la formazione di personale qualificato, oltre all’adeguamento delle officine con gli strumenti idonei.

Colmare il divario di competenze: la formazione specialistica

Preparare le officine per la rivoluzione elettrica richiede quindi un’attenzione particolare al crescente divario di competenze nel settore della manutenzione dei veicoli elettrici. Questa disparità costituisce una delle sfide più urgenti da affrontare lungo la strada verso la mobilità elettrica. Tale situazione si verifica per diverse ragioni, in particolare perché i tecnici spesso si trovano senza la formazione specialistica di cui hanno bisogno. Ciò non dipende, secondo De Filippo, dalla loro competenza, ma piuttosto dalle sfide che le officine indipendenti devono affrontare, come il costo degli strumenti, la mancanza di supporto governativo per finanziare la formazione e la mancanza di tempo per formarsi a causa della scarsa affluenza di nuovi tecnici nel settore.

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La resistenza delle officine nel formare il personale e nell’acquistare attrezzature specifiche deriva dagli elevati costi di formazione e dalla percezione di un ritorno economico non immediato, data l’attuale minor diffusione delle auto elettriche. A ciò si aggiunge una certa diffidenza verso questi veicoli, causata dal rischio di folgorazione dovuto ai sistemi ad alta tensione e dal pericolo di incendi delle batterie, difficili da estinguere.

Negli Stati Uniti, per fare un esempio, si stima che saranno necessari 80.000 tecnici specializzati in campo elettrico all’anno fino al 2031, sia per la riparazione di veicoli elettrichi, sia per l’installazione di colonnine di ricarica.

Sfide e opportunità inedite per le officine

Il futuro dell’assistenza e della riparazione dei veicoli elettrici presenta, dunque, sfide e opportunità per le officine. Mentre la tecnologia dei veicoli evolve, le officine si trovano di fronte alla necessità di adattarsi a strumenti specifici e alla dipendenza crescente dal software. Autodata, ad esempio, fornisce dettagli sugli strumenti necessari, accelerando i tempi di assistenza e riparazione. Tuttavia, l’investimento in attrezzature specializzate rappresenta un ostacolo significativo per molti, soprattutto considerando l’incertezza del ritorno sull’investimento in un mercato in evoluzione. Sembra certo che sia necessario un approccio più proattivo per aiutare le officine a navigare queste sfide in modo efficace e redditizio.

Sempre secondo Autodata, la chiave per affrontare con successo la crescente necessità di assistenza e riparazione dei veicoli elettrici è la responsabilità collettiva. La collaborazione stretta tra istituti di formazione, associazioni di settore e officine stesse è cruciale per garantire che i tecnici siano adeguatamente preparati ad affrontare le sfide della tecnologia in continua evoluzione. Questo è l’unico modo per garantire che la forza lavoro abbia le competenze necessarie per fornire servizi sicuri ed efficaci a una clientela sempre più esigente.

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