VECTO, Kögel teme le sanzioni: i semirimorchi compongono un enorme “SOS”
Secondo Kögel, in sintesi, gli obiettivi di riduzione imposti dalla normativa VECTO non possono essere raggiunti con le tecnologie attualmente disponibili. Stando alla normativa, le potenziali sanzioni potrebbero arrivare fino a 64 milioni di euro. Questo significa, afferma l’azienda, che “il prezzo dei semirimorchi potrebbe aumentare fino al 50 per cento”.
Un SOS composto con i semirimorchi: così Kögel ha espresso la propria preoccupazione per le possibili conseguenze della normativa VECTO sull’industria del trasporto. All’evento ha partecipato anche il vice ministro-presidente della Baviera, Huber Aiwanger, che a sua volta ha manifestato il proprio sostegno verso gli obiettivi di riduzione della CO₂ tecnicamente raggiungibili, “per salvaguardare posti di lavoro, valore industriale e competitività della Germania come sede produttiva”.
VECTO, acronimo di Vehicle Energy Consumption Calculation Tool, è il modello di calcolo dell’Unione europea che attribuisce un valore di CO₂ simulato ai semirimorchi. La base giuridica è il Regolamento (UE) 2024/1610, che impone ai costruttori di ridurre questo valore del 10 per cento entro il 2030.
La normativa VECTO e la risposta di Kogel
Kögel sottolinea, però, che i semirimorchi non dispongono di un sistema di propulsione proprio e, di conseguenza, non generano emissioni dirette di CO₂. La valutazione, infatti, si basa su dati di simulazione e non su emissioni misurate in condizioni operative reali. Secondo i costruttori, la metodologia non tiene sufficientemente conto né dei limiti fisici né della realtà quotidiana delle attività di trasporto.
In sintesi, secondo Kögel gli obiettivi di riduzione richiesti non possono essere raggiunti con le tecnologie attualmente disponibili. In base alla normativa in vigore, le potenziali sanzioni potrebbero arrivare fino a 64 milioni di euro. Ciò significa, afferma l’azienda, che “il prezzo dei semirimorchi potrebbe aumentare fino al 50 per cento”. Kögel avverte, inoltre, che “circa 1.000 posti di lavoro sono a rischio”, mentre nell’intera industria europea dei semirimorchi i posti a rischio sarebbero circa 70.000.
Attualmente, otto costruttori europei di rimorchi hanno presentato ricorso contro la normativa, chiedendo una revisione delle disposizioni vigenti. Un’azione legale – va sottolineato – rivolta contro determinati requisiti che le aziende considerano tecnicamente impraticabili ed economicamente sproporzionati.
“Abbiamo già compiuto progressi significativi in questo ambito”, ha dichiarato Markus Siegner, CEO di Kögel Trailer. “I nostri veicoli contribuiscono da molti anni a ridurre i consumi di carburante e le emissioni di CO₂. L’attuale normativa VECTO non riflette adeguatamente la realtà del settore del trasporto e sottopone aziende come Kögel a una pressione enorme. Abbiamo bisogno di soluzioni pragmatiche, capaci di conciliare tutela del clima e competitività industriale”.