La strategia di Thermo King è chiara, sempre più orientata a proporre soluzioni diverse in funzione della missione, dell’organizzazione logistica e delle disponibilità del cliente. Ne abbiamo parlato con Claudio Zanframundo, President Thermo King EMEA, insieme al quale abbiamo approfondito questo approccio e le tecnologie che lo accompagnano: dal recupero di energia con AxlePower, fino alla telematica e all’intelligenza artificiale.

Come procede la strategia di elettrificazione di Thermo King, anche dal punto di vista della produzione?

“Abbiamo almeno un prodotto elettrico per ogni segmento e missione del trasporto refrigerato: dai furgoni e autocarri leggeri ai pesanti e ai semirimorchi, passando per il trasporto marittimo e intermodale. Voglio, però, fare una precisazione: si può avere un veicolo tradizionale, con motore a combustione interna, e un’unità frigorifera elettrica.

Questo consente un percorso graduale, più legato a quelle che sono le esigenze del cliente. La nostra strategia prevede di offrire un ventaglio ampio di soluzioni per poi individuare quella più adatta considerando la missione, la zona operativa, il tipo di trasporto, le esigenze logistiche, il budget e le eventuali politiche aziendali sull’elettrificazione”.

Nel pratico, come vi muovete?

Partiamo dall’utilizzo delle informazioni della telematica, quando i clienti ne sono già dotati. I dati ci aiutano a guidarli nella scelta e nell’ottimizzare l’utilizzo del prodotto stesso. Monitoriamo temperature, merci trasportate, caratteristiche della logistica, numero di fermate e ripartenze, aperture e chiusure delle porte del vano di carico. In questo modo riusciamo a costruire un profilo su misura, che per il cliente significa utilizzare meglio il prodotto e consumare meno energia: tradotto, un costo di gestione inferiore”.

Relativamente ai semirimorchi, quali novità riguardano AxlePower?

“Stiamo investendo nel noleggio, un’attività nuova per noi, avviata circa un anno fa. È un’occasione per utilizzare sia la rete diretta di distribuzione e assistenza Thermo King, sia quella dei concessionari indipendenti, e far conoscere AxlePower. Ai clienti che hanno bisogno di più tempo per convincersi della validità della soluzione offriamo la possibilità di noleggiare un semirimorchio equipaggiato con il sistema.

Stiamo aiutando il mercato a creare domanda per una soluzione che, a mio avviso, nel tempo diventerà uno standard nel trasporto a lungo raggio, perché permette di azzerare le emissioni legate alla combustione nell’unità frigorifera e di recuperare energia in modo intelligente.

Quando un complesso da 40 tonnellate o più frena, dissipa energia sotto forma di calore attraverso il sistema frenante. Con AxlePower questa energia viene recuperata, trasformata in elettricità e immagazzinata nelle batterie per alimentare la refrigerazione.

L’obiettivo finale non è soltanto diminuire i consumi, ma anche trovare un vantaggio economico per il cliente che deve confrontarsi con normative, riduzione della CO₂ e costo del carburante”.

Quanto è difficile far comprendere queste soluzioni al cliente più tradizionale?

“Esiste una barriera psicologica legata alle tecnologie nuove, che non si conoscono. Per molti, anche se non per tutti, il primo approccio è preferire ciò che è stato sempre utilizzato. Alcuni settori sono più conservatori di altri: cerchiamo di superare questa resistenza con iniziative come il noleggio, ma anche mostrando concretamente come rendere più efficiente il trasporto.

Inoltre, organizziamo sessioni di consulenza con i clienti durante le quali visualizziamo in tempo reale la loro flotta. Mostriamo il consumo medio di carburante delle unità, il numero di aperture delle porte, i chilometraggi medi e il funzionamento a temperatura singola o multipla.

I trasportatori conoscono meglio di chiunque altro il proprio mestiere. Noi possiamo offrire un valore aggiunto aiutandoli a capire ancora meglio come lavorano le loro unità e come ottimizzarne l’impiego”.

Un approccio quasi pedagogico…

“Pedagogico, sì, ma sempre basato sui dati della loro stessa flotta. Non ci inventiamo niente: mostriamo su una schermata le loro 10, 100 o 500 unità che viaggiano in Europa, spieghiamo che cosa sta succedendo e come potrebbero risparmiare carburante utilizzandole in modo diverso.

Questo porta al cliente un vantaggio economico immediato. E a costo zero.
Oggi, fra l’altro, non è neppure necessaria la nostra presenza, perché abbiamo sistemi telematici collegati all’intelligenza artificiale: dalla piattaforma di controllo della flotta il cliente può rivolgere domande al sistema Thermo King a cui sono connesse le sue unità”.

Recentemente avete annunciato l’accordo con Volvo Trucks per gestire le unità frigorifere attraverso l’infotainment dei camion. A cosa punta questa iniziativa, anche in termini di sicurezza e semplicità d’uso?

“Vogliamo rendere i prodotti facili da utilizzare, con un’interfaccia intuitiva. Nelle nostre automobili siamo abituati a sistemi come Apple CarPlay e Android Auto: l’idea è portare le funzionalità dell’unità frigorifera sul display all’interno della cabina, in modo semplice da visualizzare e controllare..

Abbiamo cominciato con Volvo, che è stata particolarmente attenta, ma ci aspettiamo che gradualmente questo approccio diventi uno standard. Stiamo parlando con tutti i produttori di veicoli industriali per poter utilizzare la stessa piattaforma e tecnologia, perché si tratta di un’esigenza trasversale. Questo tipo di integrazione offre un vantaggio al cliente”.

Abbiamo parlato soprattutto di unità elettriche. Per quelle non elettriche continuate a puntare sul biodiesel?

“Continuiamo a puntare sul biodiesel, perché c’è una domanda e ascoltiamo le esigenze dei clienti anche in questo ambito.

Sul diesel tradizionale una delle principali innovazioni che abbiamo lanciato è EcoMode, che permette di ridurre fino al 50% i consumi di un’unità tradizionale (qui il nostro articolo). È un risultato positivo per quelli che sono gli obiettivi di riduzione della CO₂; lato trasportatore, può avere un impatto economico immediato.

Inotlre, a IAA abbiamo presentato anche Advancer S, dove la S sta per Sustainability, predisposto per il refrigerante a basso GWP R-454A. Il GWP è il potenziale di riscaldamento globale del refrigerante: con questa soluzione lo riduciamo del 90%, restando sotto quota 300 e mantenendo la stessa efficienza dell’Advancer tradizionale”.

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