Si è tenuta nel contesto di LetExpo, la rassegna veronese sulla logistica sostenibile, la prima tappa del Sustainable Tour 2024, il ciclo di incontri sulla sostenibilità nell’autotrasporto ideato e organizzato da evenT. Venerdì 15 marzo alcuni dei protagonisti della filiera logistica italiana si sono trovati presso l’ALIS Hub per una tavola rotonda dal titolo “L’insostenibile leggerezza del trasporto. Il costo che nessuno vuole pagare”. Un momento di riflessione su un tema ricorrente ma sempre assolutamente centrale nel panorama dell’autotrasporto italiano.

Il Sustainable Tour 2024 è partito da LetExpo, Verona

Moderato da Maurizio Cervetto, direttore di Vado e Torno, e da Luca Barassi, direttore di Trasportare Oggi in Europa, l’incontro si è aperto con i saluti di Nicolò Berghinz, responsabile relazioni esterne di ALIS, l’associazione che ha ideato e che promuove LetExpo. Berghinz ha sottolineato ancora una volta la centralità del trasporto e della logistica nella vita quotidiana di ognuno di noi. Logistica, dunque, come vero “motore di tutto. Dobbiamo continuare a raccontarlo e, come settore, a dialogare con le istituzioni. Per questa ragione è nata LetExpo e siamo molto contenti dei risultati che abbiamo ottenuto finora”, ha detto.

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Concetto, quello della centralità della logistica, ripreso dal professor Paolo Volta, coordinatore didattico di evenT, nella sua relazione iniziale. “L’abbiamo detto tante volte: il trasporto è valorizzato soltanto nei momenti di difficoltà, come durante la pandemia, per esempio. In un contesto come quello attuale, caratterizzato da importanti elementi di criticità come la frammentazione del settore o il fenomeno sempre più diffuso della subvezione, è spesso complicato riuscire a dare il giusto valore al trasporto. E se non si tiene conto dei costi che le imprese devono sostenere, allora è difficile investire in quella transizione energetica sostenuta con chiarezza dagli obiettivi europei”.

Sostenibilità non solo ambientale, ma anche economica e sociale

Dunque, ci può essere sostenibilità economica, ambientale e sociale senza la valorizzazione del servizio logistico? Perché nessuno vuole pagare il giusto compenso per il trasporto? E soprattutto, come interrompere questo corto circuito? “Finché i rapporti tra committente e azienda di trasporto si basano essenzialmente sul prezzo è difficile dare un esatto valore al servizio che offriamo”, ha detto Luca Girelli, presidente di Girelli Logistics Group, importante azienda di trasporti del territorio veronese. “A mio avviso manca un’informazione corretta e puntuale su qual è il servizio che offriamo e che peso ha nella vita delle persone. E poi ci troviamo a sopperire a carenze che non sono imputabili a noi: dai tempi di attesa alle infrastrutture non adeguate, per esempio. Per non parlare delle aree di servizio”.

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E i committenti? Che ruolo hanno in questo scenario? “Il trasporto per noi rappresenta in primis un servizio, non certo soltanto un costo”, ha spiegato Rudi Zinetti, Logistic Manager del Gruppo Manni, specializzato nella lavorazione dell’acciaio. “Quello che cerchiamo di fare è creare partnership con i vettori con cui lavoriamo per cercare di ottimizzare il flusso. Un esempio? Ci concentriamo sulla riduzione dei tempi di carico, vera spada di Damocle per i vettori”.

La tecnologia può dare una mano

Un contributo importante può arrivare anche in questo caso dalla tecnologia. “I dati possono contribuire a ottimizzare non solo i costi in eccesso, ma anche le inefficienze conseguenti alle condizioni di mercato”, e l’opinione di Nicolò Calabrese, Country manager di CargoON, specializzata in sistemi telematici per la gestione delle flotte. “Digitalizzazione e innovazione possono permettere alle aziende di trasporto, i cui margini sono sempre più risicati, di massimizzare l’efficienza e trovare le risorse per investire in sostenibilità”. Qualche esempio: utilizzare la tecnologia per ridurre al minimo i tempi di attesa, avere slot di carico e scarico ben definiti, contrastare l’annoso problema dei tanti viaggi a vuoto che fanno oggi i camion.

Ma c’è altro. Su un piano diverso si è posto l’intervento di Cinzia Franchini, presidente dell’associazione Ruote Libere, voce fuori dal coro nel mondo dell’autotrasporto italiano. “Prendiamo la composizione delle aziende che operano in Italia: delle circa 100 mila realtà iscritte all’Albo dell’autotrasporto, 19 mila non risultano in possesso di veicoli e circa 54 mila imprese contano meno di cinque veicoli. Ciò significa che, mentre le grandi imprese hanno un rapporto diretto con la committenza, molte lavorano per altre imprese di autotrasporto, in un quadro che evidentemente si complica. Per non parlare delle questioni legate all’illegalità o alle infiltrazioni mafiose che noi da sempre denunciamo”. E in tema di rapporti con le istituzioni: “Bisogna promuovere dinamiche nuove e contrastare davvero quei fenomeni che alterano le dinamiche della concorrenza leale sul mercato”.

Il Sustainable Tour tornerà con ben due appuntamenti previsti nel mese di maggio al Transpotec-Logitec di Milano. Tutte le info sul programma 2024 in tempo reale sul sito di evenT.

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