stv

Giovedì 10 giugno è andato in onda dagli studi TV di evenT il secondo appuntamento del Sustainable Tour 2021, il ciclo di incontri dedicato alle tematiche della sostenibilità nel mondo dei trasporti. La seconda tappa, trasmessa sulla piattaforma online di Ecomondo, ha affrontato il ruolo dell’operatore logistico: emblematico il titolo, “L’uomo come elemento centrale per un trasporto sostenibile”. Organizzato dalle testate Vado e Torno e Trasportare Oggi in Europa, e reso possibile dagli sponsor Mercedes-Benz Trucks Italia, IVECO, VDO, ZF e ALIS, il secondo appuntamento ha visto, come di consueto, le testimonianze di numerosi attori della filiera.

Dopo l’esordio di Mauro Dalle Fratte, Exibition Manager di Ecomondo, che ha colto l’occasione per fare il punto sulle cinque Digital Week organizzate per mantenere aperto il canale diretto con gli stakeholder e ormai giunte alla quarta settimana (in vista dell’appuntamento in presenza di ottobre), Luca Barassi, direttore di Trasportare Oggi in Europa e Maurizio Cervetto, direttore di Vado e Torno, hanno dato il via al dibattito del secondo appuntamento del Sustainable Tour 2021, incentrato sulla centralità dell’autista nei processi della transizione energetica in atto.

Sustainable Tour 2021, si parte dalla Driver Charter

Partendo dalla Driver Charter (“Carta del Conducente”), un documento-decalogo lanciato da tre importanti sigle dell’autotrasporto globale per migliorare le condizioni di lavoro dei conducenti e i rapporti professionali con la committenza, la parola è passata al sociologo Francesco Morace, che ha subito sottolineato quanto i cambiamenti epocali apportati dalla pandemia abbiano impattato sulla vita dei camionisti. Dopo gli infermieri e i medici coloro che hanno aiutato il proseguimento del vivere civile nei momenti più complicati dello scorso anno sono stati proprio gli autotrasportatori, con un ruolo di grande responsabilità. Con la pandemia, inoltre, anche il concetto di sostenibilità – tematica fondamentale per il miglioramento delle condizioni lavorative nel settore – ha cambiato pelle: dalla visione anti-industriale del passato ad una concezione più possibilista. In questo senso più del 60% della popolazione in Italia inizia ad avere un’attenzione particolare a questa tematica, soprattutto i più giovani, che ne hanno fatto una bandiera per i loro comportamenti quotidiani. L’autotrasporto deve sfruttare il vantaggio che ha in merito allo slancio sostenibile per proporre progetti più vivibili, comprensibili e accessibili.

Una transizione epocale tra Green New Deal e PNRR

Fabrizio Buffa, IVECO Italy Market Alternative Propulsions Manager, ha esordito puntando i riflettori sul Green New Deal, il pacchetto di riforme per la transizione sostenibile, di anno in anno sempre più strutturato e concreto. Un piano di fondamentale importanza per il raggiungimento della neutralità climatica a cui ora si è affiancato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) post-pandemico che può dare davvero un apporto fondamentale per risultati di lungo periodo. Anche perché, laddove sono presenti gli incentivi per il rinnovo del parco veicolare, gli stanziamenti finiscono quasi sempre in fretta, a testimonianza dell’attenzione delle imprese nel rinnovamento dei mezzi. La necessità di fare uno switch tecnologico è concreta, anche nel campo delle fonti energetiche alternative.

Una transizione supportata da ingenti investimenti: 1,92 mld per il biometano e oltre 4 mld per l’idrogeno verde. Per quanto riguarda il ruolo dei lavoratori direttamente impegnati nel trasporto Buffa ha poi ribadito quanto sia complicato trovare autisti competenti e specializzati nei vari settori, che sappiano gestire al meglio i nuovi strumenti digitali presenti sui mezzi di ultima generazione per massimizzare la sicurezza su strada e l’economicità aziendale. L’introduzione di Amazon Alexa sugli Iveco S-Way e sui Daily è un chiaro esempio delle tendenze in atto: interagendo con essa l’autista non solo può gestire le funzioni multimediali ma può anche comunicare direttamente con i gestori delle flotte o con l’assistenza in caso di necessità. La formazione deve inoltre riguardare anche il gestore delle flotte – un altro elemento centrale nei processi di transizione – che, tramite l’interconnessione dei veicoli, ha sempre sotto traccia l’usura e l’efficienza dei mezzi. Con le nuove energie – LNG, elettrico e idrogeno – cambierà totalmente lo scenario, bisognerà formare gli autisti ancora, nell’ottica del reskilling. La sostenibilità può dare un valore aggiunto nell’offerta commerciale di un’azienda di trasporto.

Sustainable Tour

Anche Alessio Sitran, Business Development and Institutional Relations Manager Continental VDO, durante lo sviluppo del dibattito del Sustainable Tour ha rimarcato i cambiamenti epocali a cui l’autotrasporto è andato incontro negli ultimi. In tal senso non è solo il mercato ad essere mutato radicalmente, ma anche i veicoli che ora, attraverso la tecnologia di bordo, sono vere e proprie piattaforme, integrate e tecnologicamente all’avanguardia. A fianco del tema della sostenibilità competitiva delle aziende c’è anche la professionalità degli autotrasportatori, un aspetto umano da cui non si può prescindere per lo sviluppo del settore. Ed è a partire da questo punto che scaturisce la necessità di una formazione continua, che sappia rinnovare e aggiornare le competenze. In questo senso, nel 2050, l’autista convenzionale potrebbe trasformarsi in logistic manager. A questo punto va ricordato che Continental VDO ha una visione privilegiata sulle dinamiche “umane” dell’autotrasporto, in particolare dal punto di vista del cronotachigrafo intelligente, che sviluppa e ottimizza da anni.

Da qui emergono due dati interessanti: infatti, a fronte del risparmio sociale di oltre 2 miliardi di euro derivato dal rispetto delle norme nel periodo 2007-2016, da un recente sondaggio del sindacato europeo dei trasporti (ETF) è emerso che oltre il 62% dei camionisti dichiara di guidare regolarmente in condizione di stanchezza (una delle cause primarie di incidenti) e più del 56% non trova aree di sosta adatte per il riposo. Perciò, a fronte delle innovazioni dei mezzi, gli autisti pagano ancora lo scotto di infrastrutture non adeguate e condizioni operative precarie. Ed è qui che inserisce il Pacchetto Mobilità approvato dalla Commissione Europea per creare condizioni migliori per gli autotrasportatori, lavorando sia sul piano normativo sia cercando di dare una spinta all’innovazione, ovvero sulla connettività e sulla digitalizzazione. Il cardine attorno a cui ruotano tutte queste spinte però deve avvenire a livello di filiera, e non di singoli.

Sustainable Tour

Dal canto suo Alma Fazzolari, di Assotelecomunicazioni, ha puntato i riflettori sul lavoro straordinario svolto dai lavoratori del settore telco che, con grande spirito di sacrificio di fronte alla crisi pandemica che ha portato ad un nuovo scenario di rete (con milioni di connessioni contemporanee in più rispetto alla norma), sono comunque riusciti garantire l’interconnessione degli utenti, favorendo dunque la didattica a distanza e il telelavoro. Anche gli autotrasportatori hanno tratto benefici dal riadattamento digitale seguito allo scoppio della pandemia: per loro la comunicazione resta fondamentale, sia con i gestori delle flotte che in caso di emergenza. Anche l’intelligenza artificiale ha svolto un ruolo fondamentale perché, al di là dell’opinione comune che la vede come semplice strumento in grado di rielaborare e valorizzare i dati, è stata realmente in grado di aiutare le persone in momenti complessi attraverso, per esempio, lo sviluppo di prototipi sempre più performanti di assistenza vocale (come ha dimostrato, in merito all’autotrasporto, la partnership tra IVECO e Amazon per l’integrazione di Alexa sui mezzi pesanti). Fazzolari non ha poi mancato di rimarcare i limiti legati al fondo elettromagnetico in Italia, dove la legge impone una soglia di 6 volt/metro, a differenza dell’UE in cui sono di oltre 60 volt/metro. Fazzolari si è poi focalizzata sul PNRR e sulle risorse stanziate per il settore delle telco che, dagli originali 2 miliardi della prima bozza, sono diventati quasi 7 miliardi nella versione finale approvata dal Governo (a fronte dei 50 miliardi previsti per la digitalizzazione) a fine aprile. Un risultato storico, ottenuto grazie all’apporto delle maestranze di Assotelecomunicazioni che hanno aiutato le istituzioni a declinare i fondi in progetti concreti, di ampio respiro.

Franco Fenoglio, ora consulente per &Forward e tra i volti più conosciuti del settore dell’autotrasporto in Italia (per anni è stato AD di Italscania e Presidente della sezione veicoli industriale di UNRAE), durante il Sustainable Tour ha puntato i riflettori sul ruolo della cooperazione all’interno di un settore che, rispetto a soli dieci anni fa, si è evoluto in maniera determinante, con una serie di innovazioni che hanno sì facilitato la vita a milioni di individui ma che risultato complesse da progettare e implementare. Una complessità che richiede la concertazione dell’intero ecosistema, dalla stampa alle aziende, dagli autotrasportatori allo Stato: ed è per questo che, all’interno del gruppo di lavoro di cui fa parte Fenoglio è stato coniato un nuovo termine, quello di “co-petizione”, un misto tra collaborazione e competizione che possa portare ad un bene futuro collettivo, non tanto tra i singoli.

Anche Paolo Vivarelli (Responsabile Marketing OE ZF Italia) durante il Sustainable Tour ha sottolineato quanto sia importante sviluppare tecnologie sostenibili che non impattino sull’ambiente. A tale proposito il ciclo di vita delle componenti tecnologiche, per ridurre al minimo gli sprechi e gli aggravi sul clima, deve essere programmato in anticipo. Qui giocano un ruolo fondamentale i programmi di smaltimento e di rigenerazione dei prodotti: bisogna quindi giocare d’anticipo, come l’attuale crisi delle materie prime ci sta insegnando. Con una pianificazione attenta, come azienda, si è assistito ad un risparmio delle materie prime tra il 50% e il 90%, con una riduzione delle emissioni che è arrivata a sfiorare il 90%.

Sustainable Tour, centrale anche l’intermodalità

Il vicepresidente ALIS Marcello Di Caterina ha ribadito quanto la centralità dell’uomo nei processi di transizione energetica sia entrata anche nel discorso politico, come dimostrato a un recente incontro tra l’associazione e il viceministro del MIMS Morelli. La persona torna al centro realmente: l’autotrasportatore, con l’evoluzione del mercato e delle tecnologie, diventerà sempre di più un manager perché avrà a che fare con strumenti diversi, in un mondo in costante evoluzione. ALIS sta spingendo moltissimo sulla formazione, per dare la possibilità a tutti di rimettersi al centro attraverso la formazione. Gli investimenti delle aziende ora giocano un ruolo fondamentale, soprattutto di quelle legate ai trasporti che non si sono mai fermate, ma non in telelavoro bensì in presenza, garantendo la continuità degli approvvigionamenti in tutta Italia. intermodalità. Ognuno di noi deve fare il suo mestiere. Alis promuove tutti i sistemi del mondo dei trasporti affinchè possano dialogare tra loro. Per esempio, il Gruppo Grimaldi, che è già pronto con navi di nuova generazione, altamente tecnologiche e ibride: ogni nave è pronta ad assorbire 500 camion, sempre più veicolati sulle navi tramite sistemi digitali. Italia però non è ancora partita con il CMR elettronico, documento di trasporto che consentirebbe di ridurre i tempi di accesso alle infrastrutture ferroviarie, portuali e aeroportuali, per dare competitività a tutto il sistema. Le proposte hanno interessato anche le revisioni dei camion: le motorizzazioni sono ingolfate dalle richieste, non c’è la sicurezza del trasporto su strada. Il nostro obiettivo è quello di estendere la revisione dei mezzi anche ai privati. Inoltre tramite la digitalizzazione è possibile ottimizzare queste operazioni di revisione. La spinta in questo senso è stata rimarcata dalla partnership con il colosso delle telecomunicazioni TIM. Occorre puntare i riflettori sui contributi marebonus e ferrobonus, quanto stanno impattando positivamente sul settore. Che ruolo giocherà l’ultimo miglio?

Domenico Andreoli, Head of Marketing, PR & Homologations Mercedes-Benz Trucks Italia, nel parlare di tecnologia al servizio dell’uomo durante la seconda tappa del Sustainable Tour, ha rimarcato le molteplici sfaccettature della sostenibilità, da una parte legata sicuramente alle trazioni alternative – il cui futuro tra motori a batterie e a celle a combustibile, per quanto possa apparire lontano, è in realtà sempre più concreta – dall’altra alla sicurezza, perché di fatto le tecnologie consentono ai mezzi di bordo di avere dei sistemi di bordo che rendono più sicure le strade e aumentano la precisione delle consegne, garantendo una logistica diversa e più matura. Al centro di tutto c’è l’uomo e il suo adeguamento alle nuove tecnologie: tramite la formazione è possibile riallineare la fuga in avanti compiuta dalle innovazioni. L’obiettivo è essere più innovativi sfruttando al meglio le tecnologie già disponibili, come quelle di connessione che consentono di interagire direttamente con le piattaforme logistiche. E la chiave di volta per lo slancio di questo processo di adeguamento sono i giovani: loro devono essere inclusi per primi in questo processo.  Domenico Andreoli: nelle città sta cambiando la viabilità. Active Sideguard Assist suspporta autista tramite sensori che monitorano il lato destro, quello più sensibile agli angoli ciechi, segnalando eventuali ciclisti o pedoni e frenando nei casi limite. La funziona di questo tipo aggiornata è stata introdotta a giugno. I veicoli della Stella hanno già sistemi automatici di livello 2, mantiene il veicolo in carreggiata. Il sistema di livello 4 è in fase di sviluppo in California da parte di Daimler e diventa sempre più concreto. La tecnologia è la vera spinta che può far progredire sicurezza e sostenibilità. Le tecnologie a bordo dei veicoli ci sono, ora occorre implementare anche nelle infrastrutture.

In primo piano

Articoli correlati