Qualche giorno fa Madrid è stata teatro di una protesta da parte di camionisti, riuniti davanti al ministero dei Trasporti e della Mobilità Sostenibile per chiedere l’introduzione della pensione anticipata attraverso i coefficienti riduttivi. La mobilitazione, promossa da Ccoo e Ugt con le rispettive federazioni del settore, riguarda una platea stimata in oltre 700mila addetti.

La mobilitazione dei camionisti a Madrid

Sui numeri della partecipazione le valutazioni divergono: secondo El País i manifestanti sarebbero stati circa 5mila, mentre altre ricostruzioni parlano di presenze più contenute. Al di là delle cifre, il presidio ha confermato l’esistenza di un contenzioso aperto da mesi sul riconoscimento del carattere gravoso della professione.

La richiesta dei sindacati è chiara: consentire ai conducenti con una lunga carriera di lasciare il lavoro anche intorno ai 55 anni, senza decurtazioni sull’assegno pensionistico. Secondo le organizzazioni dei lavoratori, i requisiti oggi previsti sono di fatto irraggiungibili.

La vertenza risale all’ottobre 2025, quando sindacati e associazioni datoriali hanno trasmesso alla Dirección General de Ordenación de la Seguridad Social il dossier necessario per avviare l’istruttoria. La documentazione raccoglie elementi su incidentalità, malattie professionali, condizioni operative e carichi fisici, nel tentativo di dimostrare la natura usurante dell’attività. A marzo 2026, però, la decisione non è ancora stata resa nota, nonostante il termine di sei mesi sia ormai vicino alla scadenza.

Alla base della richiesta ci sono turni lunghi, lavoro notturno, riposi discontinui, molte ore trascorse in cabina e l’esposizione a vibrazioni, rumore, stress e rischio di incidenti. Durante la manifestazione non sono mancati avvertimenti sul possibile ricorso allo sciopero, segnale di una tensione che potrebbe estendersi a tutto il comparto.

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