Le misure di sostegno all’autotrasporto recentemente approvate dal Governo e confermate in questa intervista esclusiva dalla viceministra Teresa Bellanova non per tutti sono una – prima – soluzione valida per affrontare il delicato momento attuale. A far sentire la propria voce è Cinzia Franchini, portavoce di Ruote Libere (qui una nostra recente videointervista), che non usa giri di parole. «Siamo molto arrabbiati» ha dichiarato. «Questo decreto se serve a fare propaganda politica va bene. Ma rispetto alle nostre esigenze sul caro gasolio non serve a nulla. Si parla di crediti di imposta e poi sul metano?».

Sostegno all’autotrasporto, evocato il draghiano “Whatever it takes”

Franchini riesuma la frase che ha reso celebre l’attuale premier italiano Mario Draghi nel mondo. «Chiediamo al Governo una sospensione immediata del pagamento dei pedaggi autostradali prevedendo per almeno i prossimi tre mesi l’eliminazione dei pedaggi. Se davvero siamo in uno stato di emergenza, occorrono misure all’altezza dei problemi. Per citare il premier Draghi, “Whatever it takes”. Occorre salvare un settore cruciale per l’intero Paese». Questa la proposta di Ruote Libere sulla questione dei pedaggi, affrontata dal Governo con uno stanziamento di 20 milioni di euro. «Ricordiamo che le società autostradali hanno accordi di concessione con lo Stato che consentono loro di macinare utili record anche in tempi di pandemia. Per fare un esempio, Autostrade Meridionali nel 2021 ha realizzato profitti netti per 16 milioni di euro e Aspi non è da meno. Ebbene, a fronte di questi numeri chiediamo al Governo una sospensione immediata del pagamento dei pedaggi autostradali prevedendo per almeno i prossimi tre mesi l’eliminazione dei pedaggi», ha detto Franchini.

Il combinato disposto della crisi ucraina

A tutto questo si aggiunge una questione che inizia a farsi rilevante, cioè la volontà di molti autisti ucraini di tornare in patria e contribuire alla resistenza contro l’esercito russo che sta avanzando inesorabilmente nelle ultime ore. «Abbiamo una serie di richieste di autisti ucraini che vogliono tornare nel proprio Paese per difenderlo», ha dichiarato il presidente di Conftrasporto Paolo Uggè in una intervista al quotidiano Il Tempo, «con il rischio che diminuiscono gli autotrasportatori. E come si sostituiscono?».

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