Il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Milano ha eseguito un sequestro preventivo per oltre 46 milioni di euro per frode fiscale nei confronti della filiale italiana di FedEx.

Il sequestro è avvenuto nel corso dell’indagine, condotta con la collaborazione del Settore Contrasto Illeciti dell’Agenzia delle Entrate, sulla “somministrazione illecita di manodopera” e i cosiddetti “serbatoi” di lavoratori, a cui non venivano corrisposti gli oneri di natura previdenziale e assistenziale. 

La somministrazione illecita di manodopera è una “complessa frode fiscale derivante dall’utilizzo, da parte della beneficiaria finale (FedEx) del meccanismo illecito di fatture per operazioni giuridicamente inesistenti a fronte della stipula di fittizi contratti d’appalto per la somministrazione di manodopera, in violazione della normativa di settore, che ha portato all’emissione e al conseguente utilizzo dei falsi documenti”.

In pratica, è risultato che i rapporti di lavoro con la società committente sono stati schermati da società “filtro” che a loro volta si sono avvalse di cooperative che hanno sistematicamente omesso il versamento dell’Iva e degli oneri di natura previdenziale e assistenziale.

Caso FedEx, il commento di Uiltrasporti

“Registriamo quanto sta emergendo dalle indagini sul sistema illecito messo in atto da Fedex e ciò rende ancora più evidente quanto sia necessario l’accorciamento della filiera delle attività nel settore della logistica”, commenta in una nota Uiltrasporti.

“Si tratta dell’ennesimo caso di condotte illecite che ricadono sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori, sia diretti che indiretti. È importante – continua la Uiltrasporti – porre un freno a questa devianza del settore che punta alla massimizzazione del profitto, anche illecito, a scapito del lavoro, delle tutele e della sicurezza. Per questi motivi abbiamo fortemente voluto, all’interno del CCNL appena rinnovato, norme atte a garantire il pieno rispetto della normativa e della disciplina sugli appalti. Inoltre, è dal 2018 che stiamo richiedendo che venga applicato nel settore della logistica il reverse charge, o meglio l’inversione contabile che prevede la possibilità del pagamento dell’IVA da parte del committente. Nell’attesa che l’inchiesta possa fare piena luce – conclude la Uiltrasporti – auspichiamo che non venga ulteriormente pregiudicata l’occupazione di tutti i lavoratori, diretti e indiretti, già fortemente penalizzati dalla ennesima procedura di ristrutturazione recente annunciata, che prevede anche la chiusura di ben sei filiali”.

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