Il presidente di Conftrasporto-Confcommercio, Pasquale Russo, è stato sentito in audizione alla Camera, e precisamente in Commissione Trasporti, sul tema della riforma dei porti, progetto molto importante per tutta la logistica italiana. Come precisato da Conftrasporto, nel corso dell’intervento di Russo sono stati evidenziati gli aspetti positivi della riforma in termini di maggiore coordinamento delle politiche portuali, ma anche le principali criticità che, secondo la stessa associazione, “necessitano di ulteriori approfondimenti e correttivi nel corso dell’iter parlamentare”.

“L’obiettivo di un maggior coordinamento e di una strategia centrale per la competitività del sistema portuale è un principio condiviso che darebbe forza a tutta la filiera logistica” ha detto Russo. “E’ necessario valutare attentamente il rischio di incompatibilità costituzionale sull’art. 117, il pieno rispetto della normativa unionale della concessione di 99 anni in house alla società, che per garantire una concorrenza leale probabilmente dovrebbe superare l’attività a mercato. Oltre alla governance, bisogna dare certezza agli operatori che non ci saranno aumenti di canoni e tasse per far fronte alla minore disponibilità finanziaria delle Autorità di Sistema Portuale. Inoltre, il perimetro di azione di Porti di Italia non è ben definito, con rischio di sovrapposizione e confusione, come per esempio sui dragaggi, il cui impianto attuale non supera le storiche criticità.”

Riforma dei porti, il ruolo delle associazioni

“Infine, si rivede la governance anche delle Autorità di Sistema Portuale, ma comunque le associazioni rimangono escluse dalle decisioni degli scali, così come dalle scelte strategiche nazionali, che invece trarrebbero beneficio da un confronto con i soggetti che investono e operano. Auspichiamo che l’iter parlamentare possa intervenire per migliorare il testo, e daremo il nostro contributo in maniera propositiva e costruttiva” conclude Russo.

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