Powy, società che possiede, sviluppa e gestisce una rete indipendente di infrastrutture di ricarica pubblica per veicoli elettrici, installerà nei prossimi mesi 23 nuove colonnine a Roma. L’intervento rientra nel piano più ampio di Roma Capitale per l’ampliamento degli impianti di ricarica ad accesso pubblico.

Perché Powy investe a Roma? Le dichiarazioni

Secondo quanto dichiarato dall’azienda, l’investimento previsto per le 23 location approvate è di circa 400 mila euro. “Un primo passo per Powy nella Capitale volto a rendere la ricarica ancora più capillare in una città dove l’infrastruttura è in forte evoluzione”, ha dichiarato Federico Fea, CEO e co-founder. Fea ha inoltre stimato l’impatto ambientale delle nuove installazioni in “una riduzione delle emissioni pari a circa 30,3 tonnellate di CO₂ all’anno”, con la possibilità che il beneficio cresca nel tempo al crescere dell’utilizzo delle colonnine.

Nel comunicato, Powy ringrazia l’Amministrazione capitolina “per il lavoro svolto su un iter complesso” e cita in particolare l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, per “l’impostazione concreta” con cui starebbe accompagnando lo sviluppo della ricarica pubblica in città.

L’azienda colloca l’operazione in un contesto più ampio: nella provincia di Roma risultano 5.881 punti di ricarica pubblici, con soluzioni fast e ultra-fast in aumento lungo le principali direttrici di traffico e in prossimità del Grande Raccordo Anulare. Le nuove installazioni, distribuite in diversi Municipi, prevedono un mix tecnologico composto da 15 colonnine in corrente alternata, 6 in corrente continua e 2 ad alta potenza. Queste si aggiungeranno agli 8 punti di ricarica già presenti sul territorio cittadino.

Powy afferma infine di voler consolidare la propria presenza a Roma e nel Lazio, dichiarandosi “pronta a investire ulteriormente in città per venire incontro alla domanda”.

In primo piano

Articoli correlati

Riforma dei porti, le perplessità di Confindustria

"La riforma va nella giusta direzione, che è quella di dare un approccio strategico ai porti di un Paese, qual è l’Italia, che ha un grande sistema portuale. Questo, però, deve tradursi in una maggiore efficienza operativa". Lo ha detto Mario Zanetti, delegato di Confindustria all’economia del mare ...