Quattro ore di blocco dell’Autosole tra Milano e Firenze (con una coda verso Rimini) lo scorso 2 marzo per la pioggia gelata. Accolti da un coro di proteste dei camionisti, i provvedimenti del Ministero degli Interni hanno forse evitato i catastrofici ingorghi che si sono registrati al di là delle Alpi, in particolare nella Francia mediterranea.

La cronaca del pasticcio francese

Non perché il resto dell’Esagono sia rimasto immune dall’ondata di freddo e neve che ha investito da est un po’ tutta Europa. Solo che a Parigi, nell’Ile de France e in Bretagna i prefetti hanno attivato l’Alerte Orange (allarme arancio), fermando il traffico pesante e mettendo in strada tutti i mezzi possibili per pulire strade e autostrade. Nel Sud invece, in particolare nell’area di Montpellier a ridosso della Spagna, il rischio neve e ghiaccio è stato sottovalutato (si pensava che con i 5-7 gradi previsti non sarebbe gelato). Ma quando le placche di verglas sono comparse sul bypass autostradale di Montpellier, inaugurato la scorsa estate, si è scatenato il caos.

Marzo polare

Per più di 30 ore l’autostrada, lo scalo marsigliese di Martigues, Valence, Narbonne, Tolosa e il confine spagnolo si sono bloccate per i camion (20 mila secondo la prefettura di Marsiglia). Per sbloccare la A 9 tra Nîmes e Montpellier si sono mossi i cingolati dell’esercito che hanno spostato i camion per far passare i mezzi antighiaccio. E, tra le proteste, si sono chiuse tutte le uscite autostradali per favorire il transito dei camion senza ‘caricare’ le statali.

Scene tragicomiche anche in Gran Bretagna

Ma Montpellier, non è il caso isolato. Dall’altro lato della Manica si sono registrate situazioni simili sulla Glasgow-Edimburgo in Scozia dove, nonostante gli avvisi di maltempo, centinaia di mezzi pesanti sono stati ‘seppelliti’ dalla neve sulla M 80. Con temperature di meno 10, la polizia stradale scozzese ha dovuto ricorrere alle motoslitte per soccorrere gli autisti dei camion bloccati lungo il percorso perché non assiderassero.

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