Kerakoll ha acquistato un nuovo camion elettrico DAF XF Electric e lo impiegherà in un programma di test operativo su sei tratte fra Emilia-Romagna, Toscana e Veneto. Si tratta di uno dei primi ordini – per quel che riguarda l’Italia – di un veicolo facente parte della New Generation DAF, di cui avevamo parlato dettagliatamente in questo articolo.

Kerakoll e il progetto con DAF: cosa c’è dietro all’iniziativa

L’iniziativa, realizzata con la concessionaria Dtruck e con Beneventi, società del medesimo gruppo, punta a verificare sul campo prestazioni, autonomia, gestione energetica e sostenibilità economica del camion, inserendolo nelle attività di primo e ultimo miglio legate alla logistica intermodale. Secondo quanto comunicato, il veicolo sarà utilizzato per circa dodici mesi, dalla primavera 2026 alla primavera 2027, in un contesto logistico che per Kerakoll comprende cinque scali ferroviari e una movimentazione media annua di circa cinque milioni di tonnellate di materiali.

Il progetto è il risultato di un lavoro di coprogettazione sviluppato in oltre due anni tra Kerakoll e DAF Veicoli Industriali. “La transizione energetica non è una meta che si raggiunge da soli, ma un percorso complesso”, ha dichiarato Massimo Dodoni, amministratore delegato di DAF Veicoli Industriali. “Con Kerakoll stiamo condividendo competenze, dati ed esperienza per arrivare preparati a un futuro a zero emissioni”.

Le missioni previste comprendono collegamenti tra Sassuolo e Rubiera, trasferimenti tra gli stabilimenti di Sassuolo, la tratta Dinazzano-Sassuolo, il navettaggio container tra Pieve San Lorenzo e Minucciano, con percorsi che prevedono pendenze fino al 10%, e i collegamenti con Padova e Verona. Le percorrenze vanno da poche decine di chilometri fino a circa 298 km. In base alle simulazioni preliminari fornite dall’azienda, il camion dovrebbe mantenere un livello di carica compreso tra il 50% e il 70% senza necessità di ricariche intermedie, salvo sulla tratta più lunga.

Kerakoll prevede, al termine del test, una riduzione di CO2 stimata in 1.300 tonnellate e indica nei propri business plan un tempo di ritorno dell’investimento tra i quattro e i cinque anni, in linea con un veicolo tradizionale. Il gruppo attribuisce questo risultato all’uso di energia autoprodotta da impianti fotovoltaici, ai minori costi di manutenzione e a una gestione operativa ottimizzata.
Il piano di ricarica prevede due colonnine mobili da 70 kW e punti di ricarica rapida presso l’autoporto di Sassuolo e Dtruck.

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