Nel mese di gennaio, unici esponenti della stampa italiana, abbiamo potuto partecipare a un evento di grande interesse per il futuro dell’autotrasporto. Kempower, azienda finlandese di riferimento nella produzione di sistemi di ricarica, ha organizzato la prima edizione dei Live Winter Days mostrando, a Norrkoping, in Svezia, una sessione reale di ricarica megawatt. Protagonisti, come raccontiamo qui, tre trattori elettrici ‘megawatt-ready’, cioè in grado di assorbire elevate potenze di ricarica, di Scania, Volvo e MAN. A margine dell’evento abbiamo intervistato Antti Vuola, VP Products di Kempower.

L’impegno di Kempower sulla ricarica megawatt per i camion elettrici

Abbiamo avuto l’opportunità di partecipare, lo scorso gennaio, ai primi Live Winter Days di Kempower. Qual era l’obiettivo che vi eravate prefissati?

Volevamo promuovere ciò che abbiamo fatto finora sulla tecnologia Mcs. Siamo stati una delle prime aziende a lanciarla e continuo a credere fermamente che al momento siamo leader in questo ambito. È stato un lavoro enorme collaborare con i costruttori per effettuare i test di interoperabilità e far funzionare tutto. È poi importante, secondo noi, sottolineare che facciamo parte di un ecosistema. Ecco perché abbiamo voluto riunire tanti addetti ai lavori qui a Norrköping.

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Ecco, come sta lavorando Kempower con i costruttori europei, in questo senso? Qual è il loro ruolo nel promuovere la tecnologia Mcs?

Ovviamente non posso parlare a nome loro. Personalmente, ritengo che i nostri partner siano molto impegnati e abbiano obiettivi validi da perseguire. Ci sono lievi differenze tra i vari Oem, ad esempio in termini di tempistiche. Se guardiamo agli Stati Uniti, poi, sembrano essere in ritardo di alcuni anni rispetto all’Europa. Tuttavia, abbiamo appreso che il Tesla Semi sta arrivando più rapidamente del previsto, quindi ora forse i produttori di truck statunitensi potrebbero affermarsi con forza sul mercato. Infine, un grande punto interrogativo riguarda i player cinesi.

Nuovi player, nuove opportunità

Sarebbe una buona notizia per voi se altri operatori, magari nuovi, entrassero nel mercato anche in Europa?

È una domanda difficile. Voglio dire, il mondo che sta cambiando molto. Per noi non ha importanza, possiamo ricaricare tutti i tipi di camion elettrici, indipendentemente dal loro paese di origine. L’unico problema è la necessità di effettuare test di interoperabilità con tutti gli operatori, poiché ciò richiede tempo.

Parlando di infrastrutture, come vede lo scenario all’interno dell’Unione Europea, a parte i paesi nordici?

Sono piuttosto preoccupato. In Italia, ad esempio, c’è un problema di collegamento alla rete che comporta limitazioni operative. Quindi è molto difficile installare sistemi di ricarica ad alta potenza. È una tendenza e ci si adatterà, ma ci vorrà tempo. Ancora una volta, dal nostro punto di vista, sarebbe bello vedere l’elettrificazione dei trasporti pesanti avvenire ovunque. Gli incentivi sono molto importanti in questo senso e forse abbiamo bisogno che i governi facciano più pressione di quanto fatto finora.

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Vediamo che ci sono in Europa hub di ricarica privati, pubblici o semi-pubblici. Che tipo di trend vede per il prossimo futuro?

Abbiamo bisogno di hub pubblici, soprattutto per il trasporto a lungo raggio. Penso che questo sia stato detto abbastanza chiaramente, anche durante questo evento. Poi, principalmente a causa del costo dell’elettricità, a volte potrebbe essere più facile ricaricare un camion al deposito piuttosto che andare in un sito pubblico. La situazione, comunque, potrebbe cambiare quando il costo dei veicoli e delle batterie diminuirà. In altre parole, abbiamo bisogno di un duplice approccio, con un aumento della ricarica nei depositi e della ricarica notturna. In ogni caso, gli hub semi-pubblici come quello che stiamo vedendo qui in Svezia rimangono un’opzione molto valida.

MCS vs. CCS

In termini di connessione alla rete, potenza e così via, è più difficile installare un sistema di ricarica megawatt rispetto a un CCS?

Un sistema di ricarica megawatt è solo un satellite, ovviamente più grande di un CCS in termini di cablaggio. Come avete visto, stiamo mettendo insieme due unità di potenza da 600 kW. Da questo punto di vista, per noi non fa molta differenza. Tuttavia, fa differenza in termini di connessione alla rete, per esempio, e di gestione dei picchi di potenza che si potrebbero verificare, anche in termini di costo per gli utilizzatori.

Parliamo di capacità produttiva. Kempower è pronta, in Europa e negli Stati Uniti, per affrontare un eventuale boom di camion elettrici?

Assolutamente sì. Abbiamo un sito produttivo in Finlandia per servire il mercato europeo e un sito produttivo in North Carolina con una capacità più che sufficiente per il Nord America, dove abbiamo ancora progetti piuttosto ambiziosi. Al momento, quindi, non pensiamo ad altri impianti in Europa.

Il trasporto pesante è ancora fondamentale per il business di Kempower?

Calcoliamo che, in futuro, i camion potrebbero assorbire circa i due terzi dell’energia destinata ai veicoli. È qui che risiede la nostra competenza e dove dovremmo concentrare la nostra attenzione. Le competenze e le abilità in campo ingegneristico saranno fondamentali a questo proposito.

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