Piove sul bagnato, o meglio nel deserto: le rotte commerciali globali, già messe a dura prova dalla crisi del Covid-19 sono di nuovo a rischio. La Ever Given, un’enorme nave portacontainer lunga più di 400 metri e larga 59, battente bandiera panamense ma gestita dalla compagnia Evergreen di Taiwan, si è infatti incagliata nella mattinata di martedì 23 marzo nel Canale di Suez, tra il deserto del Sinai e l’Egitto nord-orientale. Il personale di bordo, seppur spaventato, ne è uscito illeso.

La portacointaner dalla stazza di oltre 200.000 ton e una capacità di 20.388 teu (tra le più grandi al mondo) era partita dal porto di Shenzen nel Sud della Cina ed era diretta a Rotterdam. Dopo aver navigato attraverso l’Oceano Indiano per migliaia di chilometri, aveva imboccato il Mar Rosso in direzione del Canale di Suez, storica via di comunicazione inaugurata più di 150 anni fa nel nord dell’Egitto e crocevia fondamentale per le rotte commerciali globali poiché in grado di ridurre drasticamente i tempi di percorrenza delle grandi navi.

Canale di Suez bloccato, le rotte commerciali mondiali a rischio

Dopo aver imboccato il Canale di Suez da sud verso nord dopo qualche decina di chilometri, stando alle prime ricostruzioni, la nave avrebbe subito un black-out che avrebbe impattato pesantemente sulla sua potenza, lasciandola in balia delle forte raffiche di vento che spiravano in quella zona. Folate talmente forti che, sommate all’effetto vela delle alte colonne di container che trasportava, le hanno fatto perdere la rotta, facendola incagliare di traverso nel canale e bloccando quindi totalmente la navigazione.

In sostanza, come si evince dallo scatto di Julianne Cona (fatto da un’altra nave) ora la Ever Given è posizionata obliquamente rispetto al Canale, con il bulbo di prua che ha divelto l’argine destro, finendo addirittura sotto terra, e la poppa dalla parte opposta, sul lato sinistro. Nonostante l’immediata mobilitazione di diversi rimorchiatori la Ever Given, dopo più di un giorno di operazioni sta ancora ostruendo il Canale di Suez, con più di un centinaio di navi in attesa, tra portacontainer della stessa stazza, petroliere e navi cargo con serbatoi di LNG, tra le tipologie di carburante che transitano più spesso nel canale.

Ancora difficile fare previsioni sulle tempistiche di ripristino della rotta, considerando anche il tempo ulteriore che servirà per far defluire il traffico navale accumulato. Essendo una delle rotte commerciali più trafficate al mondo, nonché porta di ingresso per il Mar Mediterraneo per centinaia di navi al giorno, il blocco potrebbe avere ripercussioni gravissime sul costo delle merci nonché sul prezzo del carburante. Oltre al ritardo nelle consegne, molte compagnie potrebbero infatti scegliere di effettuare rotte alternative, lunghe svariate di migliaia di chilometri in più, con conseguenze pesanti su tutte le filiere economiche globali.

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