Gasolio e tariffe, Paolo Uggè (FAI) replica a Confindustria
Confindustria propone un credito d’imposta anche per le imprese che acquistano servizi di trasporto e sostengono maggiori costi. Uggè contesta le richieste di riduzione delle tariffe legate agli sgravi e richiama la responsabilità dell’intera filiera.
Un credito d’imposta anche per la committenza industriale, commisurato agli aumenti del carburante effettivamente sostenuti e documentati attraverso l’adeguamento dei corrispettivi di trasporto. È una delle proposte illustrate da Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per Trasporti, Logistica e Industria del Turismo, nell’audizione al Senato sul decreto autotrasporto.
Confindustria riconosce l’importanza degli aiuti al settore, ma chiede un equilibrio con le esigenze delle imprese clienti. Sulle tariffe propone di salvaguardare l’autonomia negoziale, utilizzare parametri ministeriali aggiornati mensilmente e prevedere adeguamenti sia al rialzo sia al ribasso, considerando le caratteristiche dei servizi e gli accordi già definiti nei contratti scritti.
La replica di Paolo Uggè (FAI): gli aumenti riconosciuti non vengano recuperati
Nel dibattito interviene Paolo Uggè, presidente FAI-Conftrasporto: “La competitività dell’industria non può essere scaricata sulle spalle dell’autotrasporto”. Uggè denuncia casi in cui, dopo aver riconosciuto gli aumenti ai vettori, alcuni committenti ne avrebbero chiesto il recupero, anche attraverso riduzioni dei prezzi motivate dagli sgravi disponibili.
Sul sostegno fiscale ai clienti, l’apertura è condizionata: “Credito d’imposta alla committenza? Perché no!”. Il presidente FAI contesta però l’ipotesi di ulteriori oneri pubblici e solleva dubbi sulla compatibilità europea dell’estensione.
Sicurezza e responsabilità lungo la filiera
Secondo Uggè, gli interventi sul gasolio hanno ripristinato le condizioni precedenti alle modifiche generalizzate del prezzo alla pompa, senza compensare pienamente i rincari.
La FAI richiama quindi la sicurezza sociale e della circolazione come responsabilità condivisa. Alla rappresentanza industriale chiede di sostenere il rispetto delle disposizioni che tutelano il trasporto professionale: “Le regole non sono negoziabili”.
Il confronto riguarda, sostanzialmente, il come distribuire il maggior costo del carburante lungo la filiera: industria e autotrasporto, nel classico gioco delle parti, chiedono risposte differenti.