Fiat Ducato: quarantacinque anni e non sentirli
Lanciato nel 1981, il van a trazione anteriore di Fiat Professional ha accompagnato generazioni di professionisti facendo leva su non comuni doti di efficienza e versatilità. Oggi, dopo oltre 3,5 milioni di unità prodotte, punta a nuovi traguardi.
Ha cominciato a scrivere il primo capitolo della propria storia nel 1981 quale erede prima del Fiat 238 e più tardi del fratello maggiore di quest’ultimo, il ‘242’. Da quel preciso momento, facendo leva su una concezione più moderna rispetto ai predecessori (telaio a longheroni, scatolato per i cabinati, trazione anteriore, sospensioni indipendenti, freni a disco), l’ha costantemente alimentata e arricchita divenendo un punto di riferimento per le mission del trasporto e della distribuzione urbana e a corto raggio di professionisti e artigiani (ma non soltanto, pensiamo ad esempio a ciò che ha significato per il settore dei camper).
Per lungo tempo, parliamo di anni, è stato tra i van più venduti in Europa. In tempi più recenti ha svoltato all’elettrico senza tuttavia rinnegare il passato. Adesso, dopo oltre 3,5 milioni di esemplari prodotti dal lancio, spente le sue prime quarantacinque candeline, tutto lascia pensare che il Fiat Ducato, icona del trasporto leggero e fiore all’occhiello della gamma Fiat Professional, abbia messo nel mirino nuovi traguardi.
Affidabilità e versatilità le carte vincenti
Oppure, se volete, chiamatele pure sfide, per sigillare il proprio posto nella storia. Sfide, peraltro, alle quali il Ducato è stato abituato con mentalità vincente fin dall’inizio del suo percorso. Già in quel 1981 del lancio, infatti, il van made in Fiat è stato chiamato a un compitino non poi così scontato.
Riavvolgiamo il nastro. Nell’ultima parte degli Anni 70, precisamente dal 1977 al 1981, con l’impennata della domanda di servizi, si registra un autentico boom dei veicoli commerciali. Le vendite corrono a passo spedito, salendo da 50 mila a circa 114 mila unità. In questo mercato più che vivace Fiat vanta una solida leadership nel segmento dei veicoli fino a 750 chili di portata (40 per cento circa di quota), così come in quello dei leggeri da 1.800 chili (40 per cento). In quella invece dei veicoli con portata di 1.300 chili, comanda saldamente Ford, che con il Transit detiene il 40 per cento circa del mercato.
A quel punto “inevitabile”, come scrisse Vado e Torno nell’articolo di presentazione del Ducato sul n.12/1981, la risposta Fiat. Che, appunto, affida al Ducato il compito di contrastare il dominio dell’Ovale Blu. Prodotto nello stabilimento Sevel sud di Atessa, nel chietino, Ducato è di fatto il primo frutto dell’alleanza italo francese nata nel 1978 tra Fiat e il Gruppo Psa (Peugeot-Citroën).
Non è un caso, allora, che proprio dai due costruttori francesi quel primo Ducato riceve motori e cambio: precisamente da Peugeot i propulsori benzina di 1,8 litri da 69 cv e 2 litri da 78 cv. Da Citroën, invece, la trasmissione a quattro marce. Pescato in casa è invece il motore diesel Sofim di 2,5 litri da 72 cv. Così come anche il resto della meccanica è interamente di matrice Fiat.
Il Ducato non tarda a imporsi, diventando nel suo segmento il riferimento per i professionisti del trasporto: versatile, affidabile, efficiente, il van Fiat a trazione anteriore è la risposta ideale per le esigenze di quei clienti che chiedono praticità e robustezza, senza scendere a compromessi in fatto di prestazioni.
Negli anni, la continua evoluzione tecnologica di cui ha beneficiato unita alla capacità di anticipare le tendenze, hanno fatto il resto, trasformando il Ducato in un’autentica icona.