Autotrasporto, il fermo sembra sempre più vicino: venerdì giornata chiave
Dalle assemblee promosse da UNATRAS e svolte in cento piazze italiane emerge un orientamento sempre più netto verso la sospensione dei servizi. Sul tavolo pesano il caro-gasolio, il mancato confronto con il Governo e le tensioni con la committenza. Il 17 aprile la decisione.
L’autotrasporto italiano si avvicina a un possibile fermo nazionale dei servizi. È questo il segnale uscito dalle assemblee promosse nel fine settimana da UNATRAS in cento piazze del Paese, dove imprese grandi, medie e piccole hanno espresso un orientamento convergente verso il blocco del trasporto su strada.
Rischio fermo autotrasporto: cosa sottolinea UNATRAS
Al centro della protesta ci sono l’aumento del costo del gasolio, le difficoltà economiche delle aziende e l’assenza, secondo le associazioni, di risposte concrete da parte del Governo. UNATRAS contesta, in particolare, le dichiarazioni secondo cui sarebbero già state adottate misure a favore del settore, sostenendo di non avere invece riscontro di provvedimenti effettivi né dell’apertura di un tavolo di confronto.
Tra gli elementi più critici indicati dal coordinamento, presieduto da Paolo Uggè, c’è anche il rapporto con la committenza, accusata di sfruttare la fase di emergenza per comprimere ulteriormente i margini delle imprese. In questo quadro, UNATRAS richiama anche le denunce del Codacons sui fenomeni speculativi che continuerebbero a produrre maggiori introiti per alcuni operatori e per l’erario, mentre le aziende di trasporto restano esposte all’aumento dei costi.
L’assemblea di FAI Campania
In questo scenario si inserisce la posizione emersa nel corso dell’ultima assemblea indetta da FAI Campania, federazione facente parte della stessa UNATRAS. All’incontro, svoltosi a Nola con il presidente di Conftrasporto-Confcommercio Pasquale Russo e la segretaria generale FAI Carlotta Caponi, le imprese campane hanno descritto una situazione ormai non più sostenibile, aggravata da un gasolio che ha superato stabilmente i 2 euro al litro su gran parte della rete nazionale.
Dal confronto è emersa anche una critica agli interventi fin qui adottati, giudicati emergenziali e privi di una visione strutturale. Tra le richieste figura il ripristino del pieno recupero delle accise, mentre la riduzione limitata a sei centesimi viene considerata insufficiente.
Il passaggio decisivo è ora fissato per venerdì 17 aprile, quando il Comitato esecutivo nazionale di UNATRAS sarà chiamato a pronunciarsi sull’avvio delle procedure per il fermo.