Fase 2, per i camionisti esteri non ci sarà più alcun obbligo in ingresso

Con l’entrata in vigore del Dpcm 17 maggio e il definitivo inizio della “fase 2”, non potevano ovviamente mancare le successive circolari interpretative del Viminale, diffuse agli addetti per fare chiarezza sulla situazione dei controlli delle forze dell’ordine, nonché sulle modalità con cui gli stessi devono essere effettuati.

Tra le novità più importanti di questa nuova “fase 2” c’è l’abbandono dell’autocertificazione per gli spostamenti all’interno delle regioni, un provvedimento accolto con giubilo da milioni di italiani. Arrivano notizie positive anche sul fronte dei camionisti esteri che, da questa settimana, potranno tornare a transitare senza problemi nei pressi delle frontiere.

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Fase 2, per i conducenti esteri nessuna limitazione dopo lockdown

A precisare la questione dei conducenti esteri in una nota è stata Confartigianato Trasporti, l’associazione di categoria che riunisce più di 20 Federazioni regionali e oltre 118 Associazioni provinciali.

“Come comunicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – esordisce Confartigianato Trasporti – si fa presente che, a seguito della circolare del 20 maggio 2020 del Ministro dell’Interno che è stata diffusa da ieri agli operatori di controllo, che i conducenti ed ogni altro lavoratore che rientra nella definizione di “personale viaggiante”, impiegati nel settore dell’autotrasporto, prescindendo dalla loro cittadinanza e residenza o dalla sede legale della impresa dalla quale dipendono, fanno ingresso in Italia senza alcuna formalità”.

Tuttavia, in relazione all’obbligo di dichiarazione che gli autotrasportatori devono fare sul loro stato lavorativo ancora per le prossime due settimane, una qualche forma di limitazione – seppur strettamente formale – permane. Infatti, a conclusione della nota Confartigianato Trasporti, viene confermato “che rimane comunque fermo fino al 2 Giugno 2020 l’obbligo di rendere una dichiarazione ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR 445/2000 per comprovare la sussistenza delle condizioni che consentono la applicazione di questa deroga per l’ingresso in Italia e cioè per comprovare la condizione di “personale viaggiante””.

2020-05-22T13:26:42+02:0022 Maggio 2020|Categorie: PRIMOPIANO|Tag: |

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