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La prima gara dell’European Truck Racing andata in scena sul circuito dell’Hungaroring, periferia di Budapest, ha detto che se il buongiorno si vede dal mattino, ne vedremo sicuramente delle belle. Per tutta una serie di validi motivi. Andiamo con ordine, partendo da quello, per così dire, esteticamente più rilevante.

Dopo il lungo inverno imposto dalla pandemia (diciotto mesi dall’ultima gara titolata in quel di Jarama, in Spagna, nell’ottobre 2019) si è tornati a correre. E questo è un segnale importante. Soprattutto, si è tornati a correre alla presenza del pubblico in tribuna e sugli spalti. Ingrediente, il pubblico, che aggiunge spettacolo allo spettacolo, e che nella tappa magiara si è manifestato con il colorito e colorato tifo per l’idolo di casa, il bi-campione della specialità Norbert Kiss.

European Truck Racing, Iveco e Hahn è già tempo di rivincita

Punto due della fase iniziale dell’European Truck Racing. Iveco-Hahn, vale a dire il binomio dominatore degli ultimi due campionati (nel 2020 non è stato assegnato alcun titolo), se vuole il tris dovrà sudarselo fino all’ultimo metro dell’ultima gara. Per quanto infatti accompagnati dai pressoché unanimi favori del pronostico della vigilia, già nella prima gara sul toboga ungherese i campioni in carica hanno dovuto sfoderare le unghie e lottare come forse nemmeno immaginavano, al cospetto di una concorrenza partita col turbo.

Ripartito con lo scarno bottino di un secondo, un quinto e un sesto posto, Hahn dovrà aggiustare il tiro già dal prossimo appuntamento, la prova spettacolo sul circuito (per lui di casa) del Nürburgring (17-18 luglio). Un altro passo falso sarebbe per il sei volte campione un colpo durissimo nella rincorsa al settimo titolo.

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Lenz e Kiss, la sfida si accende

Giù la maschera. Sascha Lenz e Norbert Kiss hanno messo in chiaro fin dal primo via le loro intenzioni. E supportati dai rispettivi velocissimi Man, hanno fatto il bello e il cattivo tempo, dominando le tre gare disputate. Lenz anche con lo zampino della dea bendata, che lo ha liberato dalla scomoda presenza di un Kiss avviato a dominare in Gara-1, ma costretto alla resa al terzo giro per noie meccaniche.

Dal canto suo Kiss, che si è poi abbondantemente rifatto nelle due gare della domenica, sembra tornato quello dei due titoli vinti nel 2014 e nel 2015. E promette di andare oltre lo straordinario spettacolo offerto all’Hungaroring. Vuole il campionato e sarà un avversario duro per tutti. Miss Halm che grinta! A provare a sbarrare la strada a Hahn, non ci sono tuttavia soltanto loro. Occhio infatti alla formichina Lacko, uno che in vetta ci è già stato (campione nel 2017) e che puntando sulla regolarità ha messo lì tre terzi posti che la dicono lunga sulla capacità del forte pilota ceco di monetizzare al massimo nelle occasioni in cui il suo musone Freightliner non riesce a mantenere il passo dei più veloci Man e Iveco.

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PAURA PER FASS Alla seconda curva del primo giro di Gara- 2 il tedesco Faas fi nisce con il suo Scania dritto nelle barriere, probabilmente per un guasto ai freni. Incidente spettacolare ma fortunatamente privo di conseguenze. A destra, Sascha Lenz, dominatore di Gara-1, guida il gruppo col suo bellissimo Man verde-nero.

In Ungheria è stato applauditissimo il suo duello con Steffi Halm. La bionda tedesca ha infatti sfoderato un’insospettabile grinta, conquistando col suo Iveco un meritato secondo posto in Gara- 4 dopo aver respinto i ripetuti attacchi di Lacko. Insomma, la prima gara non ha fatto mancare nulla. Spettacolo, emozioni, e pure un brivido.

È successo quando, al primo giro di Gara-2, a causa di un problema meccanico (ai freni?), lo Scania del tedesco Faas è finito a tutta velocità contro le barriere di curva 2, abbattendo guard-rail e rete di protezione. Tanto spavento, inevitabili danni al veicolo, gara fermata (e poi annullata), ma fortunatamente nessun danno al pilota (regolarmente in griglia il giorno dopo). Questo vuol dire anche sicurezza.

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