La fine del rapporto di collaborazione con Koelliker, precedente distributore dei veicoli commerciali Maxus in Italia, aveva segnato un momento di impasse per il brand cinese, parte del gruppo SAIC Motor e già ben radicato sul mercato italiano. A gennaio 2026 è invece arrivata la notizia dell’impegno diretto proprio di SAIC nella commercializzazione dei furgoni e pick-up Maxus nel nostro paese, forte di una rete di vendita e assistenza molto ben rodata per via dell’esperienza fin qui accumulata nel passenger car con il marchio MG. Da lì arriva Edoardo Gamberini, nuovo responsabile Maxus per l’Italia, con cui abbiamo chiacchierato qualche giorno fa.

La nostra intervista a Edoardo Gamberini (Maxus Italy)

Da dove viene la decisione di commercializzare direttamente come SAIC Motor Italy i veicoli commerciali Maxus?

Credo sia una naturale conseguenza del fatto che SAIC continui questa operazione di consolidamento sul mercato italiano, più in generale sul mercato europeo. In Italia, i successi che SAIC con il marchio MG è riuscita ad ottenere dal 2021 a oggi hanno creato le condizioni favorevoli e la solidità aziendale necessaria per portare sul mercato il secondo marchio d’esportazione del gruppo, cioè Maxus con i veicoli commerciali.

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Maxus Deliver 7

Avendo seguito negli ultimi anni l’evoluzione di Maxus in Italia, a livello sia di veicoli, sia di quota di mercato, ci sembra che il brand sia stato finora in grado di ritagliarsi un ruolo importante nel nostro paese, come dimostrano le circa 1600 immatricolazioni nel 2025. Come giudicate questo punto di partenza, e quanto è plausibile l’obiettivo del 5% di quota di mercato nel 2028?

I razionali per cui abbiamo dichiarato questi obiettivi derivano innanzitutto dalla consapevolezza di avere alle spalle una struttura solida e consolidata come quella di SAIC Motor Italy, perché la squadra Maxus dedicata ai veicoli commerciali farà molta sinergia con il resto del team. E poi perché la gamma dei veicoli Maxus è oggi diversa e più ampia rispetto agli ultimi anni e si fonda su furgoni termici ed elettrici e sul pick-up T60 termico.

Maxus: diverse le novità in arrivo nei prossimi mesi

Quali saranno le prossime novità di gamma, dunque?

Abbiamo annunciato l’arrivo, entro un anno, dello small van con motorizzazione full hybrid, che ci metterà nelle condizioni di poter ambire a una fetta di mercato più ampia. Già con il Model year 26, che arriverà nelle prossime settimane in Italia, avremo la versione con passo corto del Deliver 7 diesel, quindi l’L1H1. E poi avremo presto il cambio automatico sui modelli diesel. Metteremo quindi sul mercato versioni del pickup, diciamo così, più standard per chi utilizza il veicolo prevalentemente come mezzo da lavoro. E poi c’è la nostra rete, un altro punto di forza, secondo noi.

Il pick-up Maxus T60

Si spieghi meglio…

Possiamo contare su una rete di partner formidabile, perché è in gran parte la rete di partner che ha contribuito in maniera centrale al successo di MG. Abbiamo individuato tutti coloro che sono fortemente specializzati nel campo dei veicoli commerciali e abbiamo aggiunto alcune eccellenze parte della precedente rete Maxus. Poi c’è il servizio, che noi crediamo per Maxus Italy oggi sia due volte più importante. La prima, ovvia, è per la specificità di questo business; la seconda perché noi non stiamo partendo da un foglio bianco, ma da una storia che ci permette di avere quasi 5.000 veicoli in circolazione in Italia in questo momento. Quindi noi oggi abbiamo la responsabilità di curare questi clienti con servizi quali l’assistenza stradale, il call center, il team di service di SAIC Motor Italia che sta formando tutte le officine degli oltre 20 concessionari che sono già con noi. Molto presto porteremo il magazzino ricambi a Tortona, in provincia di Alessandria, dove integreremo quello che c’è già per MG.

Servizio e assistenza, autentiche chiavi per il successo del marchio

Come state adattando la vostra strategia di servizio e assistenza ai veicoli commerciali, anche a livello di personale e competenze?

Non lo definirei proprio adattamento. Stiamo piuttosto analizzando la natura dei concessionari che oggi fanno parte della rete MG per capire se si occupano anche di veicoli commerciali, con quali performance e con quali brand. Se riteniamo che abbia l’expertise, la forza, il personale adatto per farlo, allora lo ingaggiamo. Laddove le aree, invece, risultano più scoperte da un punto di vista dei veicoli commerciali e ci sono, invece, eccellenze già affiliate a Maxus nella storia precedente, ecco che allora guida l’opportunità di mercato. Insomma, non abbiamo particolari vincoli e ci affidiamo all’opportunità di business sulla singola area geografica.

Quali sono, secondo lei, i punti di forza dei furgoni (e dei pick-up) Maxus?

Noi puntiamo su una parola molto chiara che è valore. Valore significa offrire un prodotto di altissima qualità industriale e tecnologica. Siamo talmente convinti di questa qualità che offriamo 5 anni di garanzia standard o 160.000 km, una proposta best-in-class sul mercato, con la possibilità di estenderlo fino a 8 anni o 200.000 km. È chiaro che siamo un challenger su questo mercato, un mercato in leggera contrazione che soffre di un parco circolante ancora parecchio anziano. Dobbiamo entrare con una proposizione di valore forte, con prezzi competitivi ma che rispecchiano il nostro valore. Questo però non basta.

Maxus eDeliver 5

Cosa serve in più? Qual è la vostra ricetta, insomma?

Io sono fermamente convinto che ciò che fa la differenza sono tutte le variabili dell’equazione messe al punto giusto. Quindi, a buon prodotto e una buona offerta deve aggiungersi una rete di distribuzione adeguata e un livello di servizio eccellente che ci permetta, nel medio e lungo periodo, di creare affidabilità, fidelizzazione e dunque visibilità del prodotto in strada. Noi vogliamo, per intenderci, che il piccolo artigiano possa consigliare all’impresa edile i veicoli commerciali Maxus perché li ritiene affidabili e solidi.

Non soltanto furgoni elettrici…

Che ruolo avranno, nella vostra strategia, i veicoli elettrici? E quelli termici?

Finora abbiamo avuto in gamma cinque modelli e uno solo era termico; quindi è chiaro che la componente BEV era predominante. La nostra casa madre, SAIC, ha saputo rapidamente adattarsi alle dinamiche del mercato italiano, ancora in gran parte dominato dal diesel. È successo con il passenger car, settore dal quale provengo, e la stessa cosa stiamo facendo per i veicoli commerciali Maxus. Avremo a disposizione più modelli termici, che ci aiuteranno a sviluppare anche una diversa concezione di riconoscibilità del marchio, ambito sul quale abbiamo tanto lavoro da fare. Per farla breve, vogliamo farci trovare pronti per quando il mercato recepirà il passaggio tecnologico verso l’elettrico, ma siamo perfettamente adatti a quello che il mercato richiede oggi, e quindi furgoni diesel.

Quanto è centrale, per quello che avete visto finora, il mercato italiano nella strategia europea e internazionale di Maxus?

Il nostro ruolo deve essere quello di un laboratorio, diciamo, che deve dimostrare che una national sales company che gestisce il brand Maxus porta con sé una serie di vantaggi lungo la catena del valore tale per cui possa essere il format commerciale migliore anche per Maxus, e non solo per MG. È a tutti gli effetti un primo esperimento per quanto riguarda Maxus; a noi il compito di dimostrare che sia la scelta giusta.

Quali saranno, per riassumere, i prossimi passi della ‘nuova’ Maxus Italia?

Attraccherà molto presto in Italia una grande nave con circa 500 veicoli Maxus destinati al nostro paese, che andremo a distribuire agli oltre 20 concessionari sul territorio italiano. Questa è la prima base con cui i nostri partner sul territorio potranno cominciare a commercializzare Maxus a tutti i clienti che stiamo già iniziando ad ingaggiare. E poi c’è la fase fondamentale di ricerca ed espansione della rete, soprattutto in quei territori che ancora non abbiamo mappato. Quindi, il consolidamento della squadra e dell’expertise interna. Abbiamo, insomma, tanto lavoro da fare.

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