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Nemmeno il tempo di plaudire l’iniziativa che ha visto i ministri dei trasporti dell’Italia e della Germania uniti in un’accorata missiva inviata all’UE per sensibilizzare i dicasteri competenti sulla questione dei divieti Brennero, che Conftrasporto è già tornata all’attacco. Alla base delle nuove critiche mosse all’Austria e ai divieti notturni introdotti per i veicoli pesanti di qualunque classe ambientale (anche Euro 6), c’è un recente studio sull’inquinamento pubblicato dalla Camera di Commercio di Bolzano.

In soldoni, nonostante i contingentamenti da parte austriaca e i vari lockdown susseguitisi in tutto il 2020, i valori delle polveri sottili al Brennero sono sostanzialmente rimasti invariati, con buona pace degli ambientalisti “anti-camion”. E Paolo Uggè, il battagliero presidente di Conftrasporto-Confcommercio, non la manda certo a dire sui divieti Brennero: «L’Austria, lo abbiamo detto più volte, bara: lo dimostrano i dati».

divieti brennero

Divieti Brennero, le critiche di Conftrasporto

In sostanza, come rilevano la Camera di Commercio di Bolzano e Conftrasporto che ha ripreso lo studio, il coronavirus e il catastrofico crollo del traffico hanno avuto, e continuano a produrre, conseguenze immani per l’economia, mentre sembrano non ripercuotersi sui valori delle polveri sottili.

Le misurazioni delle polveri sottili effettuate dalla provincia di Bolzano nei mesi da marzo a maggio, sia in contesti urbani che lungo l’A22, dimostrano chiaramente che l’inquinamento da polveri sottili non è calato durante il confinamento e il conseguente blocco della mobilità; infatti, il valore registrato corrispondeva a quello dell’anno precedente. Invece, per quanto concerne i dati sull’ossido di azoto (NOx), è emerso che le emissioni sono in calo da anni nonostante il crescente numero di transiti.

Richiesto l’intervento di Conte

«Intanto però L’Austria porta avanti il suo disegno economico contrabbandandolo con un disegno ecologico – afferma Uggè -.Per ovviare al nuovo rafforzamento dei divieti di transito ai Tir – ricorda il presidente di Conftrasporto – la ministra Paola De Micheli, già intervenuta in passato sulla questione, nei giorni scorsi ha inviato assieme al suo omologo in Germania una lettera congiunta indirizzata al commissario europeo ai Trasporti Adina Valean per chiedere che venga fatta rispettare la libertà di transito sancita dall’Unione Europea».

«Diamo atto alla ministra dell’impegno presso l’Unione Europea – sottolinea Uggè – Ma ora il presidente del Consiglio non può non intervenire a livello comunitario perché questo è problema politico che va risolto». Ma il rischio, in un momento reso ancora più complicato dalla crisi di governo e dai conseguenti voti di fiducia in atto a Roma, è quello di dover aspettare ancora del tempo preziosissimo prima che Conte prenda direttamente in mano la situazione.

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