Quello che emerge dalle conclusioni del Consiglio Ambiente UE che si è tenuto il 5 novembre incide e non poco sul futuro a medio termine dell’autotrasporto. Gli Stati membri dell’Unione sono, infatti, intenzionati a posticipare di un anno l’entrata in vigore del sistema ETS – quello che impone un tetto alle emissioni dei gas serra e si fonda sull’acquisto di quote di emissione per compensare la produzione di anidride carbonica – nel settore dei trasporti. Originariamente, il sistema sarebbe dovuto entrare in vigore nel 2027 nei Paesi dell’Unione.

Il rinvio è stato deciso per dare più tempo ai player del settore per abbattere le emissioni nocive generate dall’attività di trasporto. Hanno prevalso, insomma, a livello europeo le posizioni più attente alle esigenze dell’industria. Nello stesso tempo, sempre al Consiglio Ambiente UE, ci sarebbe stata un’apertura verso la cosiddetta neutralità tecnologica. In parole povere, verso la possibilità di considerare anche i carburanti alternativi come sostanzialmente ‘green’, quindi eleggibili per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione prefissati dalla Commissione UE.

ETS nei trasporti, ANITA per prima commenta la decisione del Consiglio

Per prima, ANITA ha commentato ufficialmente la decisione del Consiglio, definita “di buon senso” dal presidente Morelli. E sulla neutralità tecnologica: “Crediamo che il riconoscimento del contributo che tutte le tecnologie possono dare alla decarbonizzazione del trasporto pesante sia il pilastro della transizione ambientale del nostro settore. Il target oggi confermato dal Consiglio è molto ambizioso e va giustamente perseguito con politiche di riconoscimento e di promozione dei carbon neutral fuels, che speriamo trovino sostegno da parte di tutte le istituzioni”, ha concluso Riccardo Morelli.

Adesso l’iter legislativo prosegue, ma il passaggio odierno è importante perché mostra una volontà chiara da parte degli Stati membri che difficilmente potrà essere ignorata dalle istituzioni continentali.

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