Caro gasolio, ASSOTIR chiede quattro interventi al Governo
Con la riduzione del taglio delle accise e la sua scadenza fissata al 5 ottobre, ASSOTIR ha chiesto un confronto immediato con il Governo e presentato quattro richieste per sostenere le imprese di autotrasporto.
ASSOTIR chiede al Governo di aprire un confronto sul caro gasolio prima della scadenza, il 5 ottobre, della riduzione dell’accisa attualmente prevista. Nell’ultima conferenza stampa, l’associazione ha presentato quattro richieste per sostenere le imprese di autotrasporto e condividere con la committenza il peso dei rincari.
ASSOTIR rimarca il fatto che dall’inizio di marzo il prezzo del gasolio è aumentato di oltre 60 centesimi al litro. L’associazione stima che le tariffe di trasporto avrebbero dovuto crescere di almeno il 15% per compensare i maggiori costi, ma sostiene che nella quasi totalità dei casi i vettori non abbiano ottenuto adeguamenti.
Caro gasolio, le quattro richieste di ASSOTIR
La prima è aggiornare i valori indicativi di riferimento dei costi di esercizio pubblicati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, fermi a marzo 2026. Per il segretario generale Claudio Donati, dati aggiornati darebbero ai vettori un riferimento per negoziare le tariffe. ASSOTIR stima che l’incidenza del gasolio sui costi aziendali sia passata dal 27% al 35-40%.
L’associazione chiede, inoltre, di applicare le norme sull’adeguamento dei corrispettivi alle variazioni del prezzo del gasolio e di istituire rapidamente la Consulta dell’Autotrasporto, così da coinvolgere la committenza nella ricerca di soluzioni. La quarta proposta è una tassa sugli extraprofitti delle compagnie energetiche per finanziare misure a favore del settore.
Per il momento ASSOTIR esclude di proclamare uno sciopero. La presidente Anna Vita Manigrasso avverte però che, senza interventi, alcune imprese potrebbero fermare i veicoli per l’impossibilità di sostenere il costo del carburante, con conseguenze sull’intero sistema produttivo.