Caro gasolio, Assotir: “Senza interventi si rischia il fermo dei camion”
L’associazione degli autotrasportatori teme nuove ripercussioni sulle imprese con la fine del taglio delle accise. Il 25 settembre presenterà alla stampa un quadro delle criticità e alcune proposte per distribuire i maggiori costi lungo la filiera.
La prospettata eliminazione del taglio delle accise potrebbe aggravare ulteriormente le difficoltà dell’autotrasporto. A lanciare l’allarme è Assotir, che venerdì 25 settembre, dalle 11:30, illustrerà alla stampa la situazione del settore e alcune proposte per attenuare gli effetti del caro gasolio.
Secondo l’associazione, da marzo il prezzo del gasolio è aumentato di 60 centesimi al litro, superando anche i livelli raggiunti nel 2022. Assotir, inoltre, giudica onerosi per le finanze pubbliche e poco efficaci per gli operatori i provvedimenti temporanei adottati dal Governo negli ultimi sei mesi.
Caro gasolio, l’analisi di Assotir
Tra le ipotesi che saranno presentate figura il coinvolgimento dei diversi soggetti interessati al trasporto delle merci — committenti, compagnie energetiche e consumatori finali — nella gestione delle conseguenze economiche della crisi.
“Saremo in grado di uscirne solo se si darà vita a un senso di condivisione solidale delle problematiche“, ha dichiarato la presidente nazionale di Assotir, Anna Vita Manigrasso. Secondo la presidente, senza un intervento immediato le imprese potrebbero trovarsi nella condizione di fermare i mezzi, con ripercussioni sull’intero sistema economico.
Assotir riconosce al Governo di avere rispettato gli impegni assunti con la categoria lo scorso maggio, ma lamenta l’assenza di un nuovo confronto con le associazioni dell’autotrasporto sulle misure da adottare.
Per il segretario generale Claudio Donati, le cause della crisi energetica superano le possibilità d’intervento dei singoli governi nazionali. Ciò non esclude, tuttavia, la necessità di adottare strumenti capaci di limitarne gli effetti: “Non si può rimanere inermi di fronte alla crisi energetica in cui siamo immersi”.